Malversazione ai danni dello Stato , è il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica a carico del (l’ex, ndr) Direttore e del (l’ex ndr) Presidente del Centro Scienze Naturali ed il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP presso il Tribunale di Prato, a cui è stata data in esecuzione il 26 gennaio scorso dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria, unitamente a personale della Polizia Provinciale , scaturisce dall’esito degli accertamenti di polizia tributaria eseguiti dalle Fiamme Gialle.
La citata Fondazione era già stata oggetto di attenzione da parte della Procura della Repubblica che, a seguito delle indagini delegate alla Polizia Provinciale, aveva ottenuto nel dic del 2010 il sequestro dell’intera struttura. Diverse le responsabilità emerse in quella fase investigativa a carico dei responsabili del CSN tra le quali numersoi maltrattamenti e uccisioni di animali il tutto racchiuso in una cornice di generale degrado in cui era tenuto il Centro.

Proprio in questi ultimi elementi in palese contrasto con le finalità statuarie del CSN hanno indotto la Procura ad approfondire gli aspetti legati alle erogazioni pubbliche di cui la Fondazione era beneficiaria.

Le indagini di polizia tributaria hanno pertanto avuto da un lato l’obiettivo di ricostruire l’iter procedurale e l’esatto ammontare dei finanziamenti erogati alla Fondazione , nel perdiodo 2007 – 2010 , dai veri enti pubblici (Regione Toscana e Comuni della provincia di Prato) , dall’altro l’obiettivo di verifcare attraverso una approfondita analisi contabile comparata con i flussi finanziari dei conti correnti bancari e postali riconducibili alla Fondazione ed ai due indagati, il corretto utilizzo delle erogazioni.

La ricostruzione delle movimentazioni contabili e finanziarie unite alla disamina dei provvedimenti deliberativi dei contributi pubblici sia regionali che comunali ed alla comparazione con le risultanze investigative della polizia provinciale che hanno fornito la fotografia dello stato di degrado e di generale precarietà del Centro, ha consentito di accertare come la Fondazione CSN abbia destinato la gran parte dei finanziamenti pubblici , ottenuti per far fronte alla cura della fauna selvatica, ad altri fini (spese di gestione, spese per il personale, etc )

Le risorse per far fronte a tali esigenze , divenute poi di fatto la preoccupazione principale dei responsabili, non dovevano e non potevano provenire dai finanziamenti ricevuti per la cura, riadattamento e rimessa in liberta’ della fauna selvatica .

A tal proposito risultano quanto mai emblematici alcuni dati emersi dagli accetamenti contabili svolti dalle Fiamme Gialle . Basti pensare , infatti, che in 4 anni sono stati spesi soltanto 18.530 euro per l’acquisto di medicinali e mangimi per gli animali ospitati quando in realtà ne sarebbero occosrsi 332.400

Di contro le risorse economiche destinate nel periodo 2007-2010 al costo del personale ammontano ad euro 1.092.451 , di cui 538.867 euro sono stati percepiti dalla famiglia Tozzi e dal Calissi.

Proprio questi elementi hanno indotto l’Autorità giudiziaria ad emettere il rpovvedimento di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e patrimoniali per euro 1.185.000 importo corrispondente ai finanziamenti pubblici erogati dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana per la fauna presente nel Centro.

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