Il signor Wong, rispondendo all’assessore Milone, in una trasmissione su La7, ha citato il comune di Campi Bisenzio che, secondo il suo pensiero, ha portato avanti una politica di integrazione evidentemente migliore di quella del comune di Prato, tanto da avere oggi, oltre al benefizio di un assessore cinese, anche condizioni di vita, negli insediamenti residenziali e industriali occupati da cittadini cinesi, migliori di quelle che ci sono a Prato.

In altre parole il signor Wong accusa, con questo suo discorso, apertamente le amministrazioni che hanno preceduto quella attuale, di non essere state all’altezza del proprio ruolo. Eh si, perché al signor Wong, come a tutti noi, non può sfuggire il fatto che, per oltre sessant’anni, e sino a poco più di due anni or sono, l’amministrazione della città è stata ininterrottamente in mano a chi, oggi, più che all’opposizione, dà l’idea di essere al sabotaggio dell’amministrazione pubblica.

A meno che il signor Wong, dopo dieci anni di permanenza in Italia, stufo di esser considerato cinese, non abbia imparato, come Pasqualino Marajà, perfettamente a far l’indiano.

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