A Prato i bindoli, quelli seri, professionali, hanno avuto in mano il governo della città per più di sessant’anni. In combutta con altri bindoli che facevan le viste di fare opposizione emulando i proverbiali ladri di Pisa, s’eran messi d’accordo su tutto: il Comune a me e la Cassa di Risparmio a te etc. etc. etc.
Tutto ha funzionato bene finché la famiglia dei bindoli non s’è allargata troppo, e hanno cominciato a leticare fra di loro: troppe bocche (e che bocche!) da sfamare.
Hanno perso, prima la Cassa di Risparmio, poi si sono scannati alle primarie e hanno perso anche il Comune. A questo punto apriti cielo spalancati terra. Vecchi arnesi della DC, del PSI e del PCI, imbufaliti come iene nel veder rovinato il glorioso inciucio, hanno ripreso in mano la situazione e, rintuzzati temporaneamente vecchi e nuovi rancori, si son rimessi insieme per  vedere di arrivare al 2014 senza le ossa rotte. Primo obiettivo: far fuori il Cenni. Questa è la mission. In particolar modo la vecchia guardia del PCI è stata messa ai ferri corti dal segretario di quel bizzarro e scomodo condominio dove vivono l’uno accanto all’altro gli antichi nemici d’una volta che oggi, a vederli insieme, sembran due puttane in un bordello: o vincete le prossime elezioni o siete degli incapaci: “ragassi siam mica qui a metter le pantofole ai pesci gatto!”.

A questo punto la banda dei bindoli non ha inteso a sordo. Giù botte da orbi al Cenni e a chi solo osa dire che è un buon sindaco.

Nel frattempo, però, i bindoli continuano ad abbindolare. Ci mancherebbe, figuriamoci se posson rinunciare a fare quello che han sempre fatto! E vai con l’ingegnare giusto, con il telecomando per pilotare le giunte provinciali e comunali “amiche” dalle stanze dei dirigenti delle partecipate, “tira via te con quell’affare dei terreni laggiù tra lupi, tant’issindaho da quelle parti gli è dei “nostri” e si può fare icché ci pare, un c’è miha qui rompicoglioni d’icCenni a mettere e bastoni fra le rote” e via e via e via. I bindoli veri, quelli seri, che l’hanno tirato in tasca ai pratesi per sessant’anni e passa sono iperattivi. Sembra che li abbia morsi la tarantola. Ultimamente hanno preso una labbrata con la mozione di sfiducia, ma loro duri, han fatto finta di nulla. La specialità dei bindoli doc è quella di far credere di aver vinto quando hanno perso, di avere in tasca i soldi, e soprattutto l’onore, che non hanno. E’ per questo che ai bindoli autentici, quelli che dell’abbindolare il prossimo han fatto un’arte, quando stanno per essere scoperti con le mani nel sacco non resta che una sola cosa da fare, ossia tirar fuori l’arma segreta, l’asso nella manica: dar di bindolo a chi, bindolo, non lo è mai stato.

Annunci