La mozione di sfiducia contro il Sindaco Roberto Cenni, presentata da Pd e Idv, miseramente caduta trascinando nella vergogna i promotori e regalando persino nuova linfa ed energia a Cenni (fini calcolatori quella della sinistra) ha avuto tra le altre cose il merito di portare all’attenzione del grande pubblico una figura di alto spessore come quella di Evaristo Ricci.

Questo signore, come ricordato per primo su Facebook dal Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Bettazzi, era candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista SEL – Sinistra Ecologia e Libertà ed ha registrato l’imponente successo di 72 preferenze. Niente di male, per carità. Tuttavia Evaristo Ricci, qualche tempo dopo, ha ricevuto dal Tribunale di Prato l’incarico di curatore fallimentare della Sasch… E com’è andata a finire lo sappiamo bene. Avrà svolto il suo incarico in maniera inappuntabile, non abbiamo dubbi. Così come non avevamo dubbi quando un quotidiano, sempre il solito, è stato il primo in assoluto, sempre e comunque, ad offrire primizie e documenti riservati sulle sciagure private delle aziende di Roberto Cenni.

E’ una questione di opportunità. Questa sinistra sempre pronta a saltare sulla sedia, accampando per sé misteriose primazie sull’etica e sulla morale, perché vede uno dei suoi membri accettare un incarico così delicato da parte del Tribunale di Prato? E ancora – ma qui si aprono altri scenari – nessuno in Tribunale sapeva che questo signore, di professione dottore commercialista, era anche impegnato direttamente in politica?

Domande destinate a rimanere orfane di risposta. Una cosa è certa, qualcuno crede che i pratesi siano scesi con la piena. Non è così. E’ bene che almeno nel palazzo del potere, palese o occulto poco importa, ne prendano atto. Noi resteremo vigili e non siamo disponibili al silenzio. Oggi più di ieri.

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