Forse non tutti sanno che la brillante coppia di curatori fallimentari della Sasch incaricati dal Tribunale di Prato, Evaristo Ricci (già candidato di Sinistra Ecologia e Libertà) e Leonardo Castoldi, entrambi pratesi, hanno avuto l’ottima idea di chiudere definitivamente tutti i negozi a marchio Sasch il 15 dicembre scorso. Tra questi esercizi figuravano, tanto per gradire, i punti vendita di Viareggio (in passeggiata, ambitissimo), Montecatini Terme e Parco Prato. A 10 giorni da Natale, nel momento di massima vendita e con un magazzino colmo di merci da offrire ai consumatori, i curatori hanno preso questa splendida e inappellabile decisione. Il tutto con la giustificazione di risparmiare alcune migliaia di euro di affitto. Una scelta che, alla luce dei fatti, ha arrecato un danno evidente ai bilanci di un marchio già in difficoltà.

Insomma un colpo di grazia inferto alla Sasch del quale, manco a dirlo, la stampa – anche quella informata in tempo reale chissà da chi sulle vicende del gruppo – ha accuratamente evitato di interessarsi.

“Il Bindolo”, invece, lo dice e lo scrive. Forte e chiaro. E chiede all’opinione pubblica se questi pratesi, chiamati a traghettare agli inferi l’azienda che casualmente era del Sindaco di Prato, risponderanno mai dei danni arrecati con questa e molte altre decisioni quantomeno discutibili.

Ai posteri, dopo i postumi, l’ardua sentenza.

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