Sulle partecipate l’opposizione a Prato fa l’orecchio da mercante. Non vedono nulla, non sentono nulla e continuano a tacere, come se non fosse successo nulla. Per distrarre l’attenzione su questo scandalo si sono persino inventati una mozione di sfiducia al sindaco, un boomerang che è tornato indietro sbattendo su un muro di gelatina. La segreteria del PD, all’indomani dello scandalo, chiese, con sbalorditiva impudicizia, che venisse fatta chiarezza sulla vicenda come se, di chiarezza, l’indagine dell’antitrust ne avesse fatta poca. Qualcuno obiettò, allora, che non di chiarezza ci fosse bisogno, bensì di pulizia.

L’antitrust ha comminato una multa di oltre 270mila Euro ad Estra. Notizia passata sotto silenzio o quasi. Questo il comunicato, ai limiti del ridicolo, pubblicato sul sito di Estra:

Pronunzia AGCM su gara distribuzione gas nel comune di Prato

Delibera Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su gara per la distribuzione del gas nel Comune di Prato: valutazione di eventuale ricorso

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che Estra Reti Gas e Estra, abbiano abusato della loro posizione dominante nel mercato della distribuzione del gas nel Comune di Prato, comminando una sanzione, in solido, di 276.132 euro per aver ritardato la trasmissione di informazioni utili alla predisposizione del bando di gara per il riaffidamento del servizio.

L’importo della sanzione, decisamente inferiore ai massimi previsti e tenuto conto delle sanzioni milionarie comminate in altre occasioni, può far ritenere che l’Autorità abbia ritenuto l’abuso di posizione poco rilevante.

Infatti, al Comune di Prato sono stati forniti tutti i dati richiesti, la gara è in corso e tra pochi giorni scadrà il termine per la presentazione delle offerte.

A breve inoltre verrà comunicato al Comune l’importo necessario alla divisione funzionale della rete di Prato da quella dei Comuni confinanti. Estra e Estra Reti Gas, prendono atto della decisione dell’Antitrust e dopo aver letto il testo integrale della delibera, valuteranno se ricorrere contro la stessa.

Da allora, a parte la multa di 270 e passa mila euro, che sarà pagata attingendo alle risorse provenienti direttamente dalle tasche dei cittadini, di chiarezza e, soprattutto, di pulizia ne è stata fatta ben poca. Anzi, troppo poca, sia dell’una che, soprattutto, dell’altra.

Non è ancora chiaro, per esempio, se il comportamento dei dirigenti delle partecipate sia stato considerato un reato contro le istituzioni democratiche o no. E se non lo è, allora qualcuno si degna di dirci cosa altro è mai? Una marachella? Una disinvolta leggerezza? Una trascurabile bischerata? Marachella, leggerezza, bischerata o altro?
Secondo Estra l’antitrust, visto che ci è andata leggera, ha voluto dimostrare di aver considerao questo abuso di posizione addirittura poco rilevante.

E ci credo. A pagare non saranno i dirigenti, ma i cittadini. E forse è stata questa la considerazione che, in definitiva, ha determinato l’antitrust a comminare una multa lontana dai massimi previsti. Ma questa eventualità all’Estra non l’han presa neanche in considerazione. Evidentemente, quando si tratta di savaguardare l’interesse dei cittadini, òa soglia di attenzione si abbassa.

Ma, a parte ogni considerazione sul penoso comunicato di Estra, ci chiediamo se dalle parti del Tribunale, oltre che a darsi da fare per nominare curatori fallimentari della Sasch politici trombati alle elezioni amministrative, ci sia anche chi si documenta leggendo non dico i giornali, che non parlano (chissà come mai) di questa roba, ma almeno qualcuna delle oltre novanta pagine pagine dell’inchiesta dell’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato che tre mesi or sono hanno impietosamente messo sotto gli occhi di tutti quello che si tramava ai danni del Comune di Prato con metodi che, altrove, avrebbero scatenato immediatamente l’antimafia.

Ci chiediamo perché, a Prato, si continui a far finta di nulla. Forse che ciò che, altrove, è considerato mafia, a Prato, non lo è? E perché mai? Forse che, a Prato, la mafia non è reato? A Prato è sufficiente essere dalla parte giusta per godere dell’impunità? Il comportamento della stampa locale, in particolare di quella più zelante nel gridare allo scandalo quando si tratta di certe situazioni, appare stranamente latitante in questo caso: sembra quasi che a qualche giornalista a un tanto a parola si sia rotta la penna o sia andato in crash il pc sul quale scrive i suoi articoli. Peccato, perché, con uno scandalo (vero) come questo quel (o quella) giornalista potrebbe rivelare, non solo in termini di capacità professionale, ma anche di onestà intellettuale e di imparzialità, le sue doti migliori. Troppa modestia? Forse. O ,forse, quella capacità, quell’onestà, quella imparzialità, in quel giornale non stanno di casa? E’ un dubbio ragionevole, questo, che continuiamo a coltivare e che, temiamo, resterà tale. Nel frattempo, visto che i giornali locali continuano a non parlarne, lo facciamo noi. E continueremo a farlo, per non perdere quell’unica battaglia che ci sta a cuore, quella, per dirla con qualcuno, “che ingaggiamo ogni mattina davanti allo specchio”.

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