Roberto Cenni, Sindaco di Prato

Il vero dubbio.
di Simone Masi

Inutile nasconderlo, la vicenda Sasch continua a tenere banco e così sarà finché non arriveremo ad una sua soluzione qualunque essa potrà essere, o almeno finché Roberto Cenni continuerà a voler onorare il suo impegno da primo cittadino. Per i media locali o per lo meno per alcuni di essi, è una grande occasione per vendere più copie, ma soprattutto per arrivare o piuttosto aiutare ad arrivare dove la politica dell’opposizione non è in grado di farlo: colpire l’immagine e l’operato dell’uomo prestato alla politica, accusato di avere affossato la propria azienda e con essa una parte dell’indotto manifatturiero pratese. Chi legge questi giornali si sarà accorto con quale dovizia di particolari e con quale puntualità sono usciti certi particolari, che dovrebbero essere coperti da segreto istruttorio. Ma si sa, ognuno fa il suo mestiere, non importa come, e se nel rispetto deontologico o professionale, l’importante è scrivere, sputtanare, e arrivare all’obbiettivo. Tanto un trafiletto per le eventuali smentite un domani lo si troverà sempre. Come dire: io ho il diritto di infangarti, tuo il dovere di pulirti da solo. E’ successo a tante persone di qualsiasi estrazione sociale o di colore politico in tutta Italia.

E’ utile ricordare che, durante la campagna elettorale per le amministrative di Prato, il futuro sindaco fu indagato per evasione fiscale. Grandi titoloni uscirono sui giornali per cominciare sin da subito a far vacillare la sua immagine, per imprimere nei cittadini l’idea che fosse l’uomo sbagliato per guidare la città. L’operazione non riuscì, Cenni diventò Sindaco, rifiutò il patteggiamento, andò a processo, fu prosciolto e solo un trafiletto comparve sui giornali.

Oggi la storia si ripete, con accuse più ben più gravi ed ancora una volta al di là del sostegno politico dell’attuale giunta, Cenni si ritrova a combattere l’accusa da solo, non disponendo dei mezzi in mano alle opposizioni, come giornali, circoli, luoghi di ritrovo, Enti, Partecipate, Bar, bocciodromi etc, etc.

E’ vero che dovrà pensare a difendersi soprattutto nelle aule dei tribunali, ma non è scontato che lui debba riferire di fatti personali in Consiglio Comunale, che fino a prova contraria non hanno per il momento influito sulle decisioni amministrative della città.

Chi, con i pochi mezzi a disposizione come blog o social network, testimonia la sua vicinanza a Cenni, non difende l’uomo imprenditore, capisce che non può farlo perché non ne ha il diritto, non ne ha le conoscenze e le capacità di farlo.

Chi difende il Cenni Sindaco, vuole difendere soprattutto la città, perché ha capito la differenza tra l’uomo imprenditore che ha rischiato capitali privati, e l’uomo civico amministratore di una realtà messa in ginocchio da chi non ha saputo o voluto gestire in modo trasparente, equo e responsabile soldi di noi cittadini, portando Prato sulle pagine e televisioni di mezzo mondo.

Adesso rischia di andarci di nuovo, in quanto la via giudiziaria sul fallimento Sasch ha preso il suo iter veloce oltre ogni aspettativa nelle aule dei tribunali, i quali emetteranno il loro verdetto.

Non si sa come andrà. Certo è che Cenni ha tutto il diritto di rimanere al suo posto senza imbarazzo finché vorrà e potrà, magari accentuando il cambio di passo di cui la città ha bisogno.

Di sicuro non sarà distratto dai sui accadimenti personali, caso mai potrebbe avere un unico dubbio: se il continuare la strada intrapresa nella amministrazione cittadina, condizionerà la sua possibilità di difesa giudiziaria.

Annunci