Il Ciclodromo Pratese, sogno ormai accantonato
Di Marco Boretti

Cari amici del pedale, scrivo questa mia riflessione per chiarire, nuovamente, quello che sta accadendo intorno ad una vicenda molto intricata e vorrei, prima di tutto, farvi un po’ di cronistoria.

La “Questione Ciclodromo” parte, ormai, dalla notte dei tempi. Allora presidente era il mio predecessore Andrea Vezzosi e il nostro comitato, da qualche anno nato dalle ceneri di una separazione con quello di Firenze (allora Prato era controllato da un fiduciario del comitato provinciale Fiorentino),  sentiva e rimarcava il bisogno di un impianto protetto, denominato appunto “Ciclodromo” che potesse essere usufruito dalle società ciclistiche giovanili della provincia per svolgere allenamenti e magari anche gare. Subito qualcosa si attivò, dietro alla caparbia volontà di Vezzosi e dei suoi collaboratori, il progetto definitivo, elaborato dal comune di Prato e dagli uffici competenti della Federciclo nazionale, vide la sua procreazione e venne addirittura presentato in pompamagna durante la presentazione di una società locale, alla presenza del presidente Fci Renato di Rocco. Ma un dubbio attanagliava tutti: “Si presenta il progetto,ma il terreno dove realizzarlo,non cè…”, intanto i ragazzi più giovani continuavano a svolgere i loro allenamenti su strade con traffico aperto e l’amministrazione comunale di allora, per darci il “Contentino” (come si dice a Prato) ci diede la possibilità di chiudere al traffico una strada, all’interno della zona industriale, per due volte alla settimana. Poi per un po’ di tempo l’oblio, intanto al comitato erano cambiate le facce ed alla presidenza era arrivata una donna, Maria Bruni, (direi caparbia quanto Vezzosi, primo presidente) che mano a mano cercò di farsi strada e di continuare sulla stessa linea, magari andandosi anche a scontrare con i cosidetti “Poteri Forti” dello sport e della politica locale. Durante la sua presidenza, improvvisamente il comune di Prato localizzò il terreno e nel piano regolatore lo destinò ad uso sportivo. Questo era ubicato a sud della città tra le località di San Giorgio a Colonica e Paperino, ai confini con la Zona Industriale Macrolotto 2. Fatto il progetto, trovato il terreno tutto era pronto ma un po’ per pigrizia politica, un po’ perchè non si volevano spendere soldi in un opera utile ma si voleva sprecarli in altri modi, il sogno del “Ciclodromo” finì in una autentica bolla di sapone, creando malumori generali nel mondo del ciclismo Pratese.

Arriviamo quindi al 2009 e qui, dopo il quadriennio di presidenza di Maria Bruni, viene eletto dalle società il sottoscritto, Marco Boretti, 29 anni, ex cliclista, ex giudice di gara, uno dei più giovani presidenti provinciali della Toscana. Appena eletto prendo subito contatto con le amministrazioni locali, che nel frattempo anche al loro interno avevano cambiato qualcosa, ricordo dell’incontro dell’allora consigliere delegato allo sport del Comune di Prato, Leonardo Soldi e successivamente dell’assessore, sempre comunale, Matteo Grazzini. Fu con quest’ultimo, grazie alla mia tenacia ed alla sua gentile disponibilità, che scoprimmo che il terreno che doveva ospitare l’impianto ciclistico protetto era stato svenduto dalla precedente giunta al consorzio Macrolotto 2 e che lo stesso (con variazione nuovamente del piano regolatore) ci aveva già edificato sopra un bel capannone industriale. Vari incontri e riunioni si sono susseguiti con l’assessore allo sport Grazzini che aveva trovato soluzioni molto interessanti e che ringrazio da sempre per la sua preziosa collaborazione e disponibilità, poi un nuovo “buio” fino a metà del 2011.

Infatti, dopo che anche la Provincia di Prato ha deciso di far parte del comitato istituzionale dei Mondiali di Ciclismo “Firenze 2013”, siamo stati chiamati dall’assessore provinciale allo sport e turismo, Antonio Napolitano, e dai sindaci di Carmignano e Poggio a Caiano, Doriano Cirri e Marco Martini, a costiuire un comitato tecnico-sportivo provinciale che si occupasse, oltre alla primaria questione del “ciclodromo”, anche di organizzare eventi sportivi collaterali allo stesso mondiale e da spalmare nell’arco dei due anni di avvicinamento all’evento. Così è stato ed è tuttora  infatti,come ben ricordo una sera di Maggio,venni chiamato ad intervenire ad un incontro (svoltosi a Seano di Carmignano) proprio per parlare del futuro “ciclodromo”.

Voglio infatti, dopo avervi fatto una cronistoria del problema, soffermarmi su questo incontro a cui presenziarono oltre al sottoscritto, i signori sindaci di Carmignano e Poggio a Caiano e il presidente del Comitato regionale Toscano Fci, nonchè onorevole, Riccardo Nencini. In quell’incontro sia Nencini che i due sindaci confermarono, sotto mia richiesta e di quella degli sportivi, la loro piena disponibilità a realizzare l’impianto addirittura localizzandolo presso la zona sportiva posta in località “Casa Rossa”, a pochi passi dal paese di Seano e dal percorso dei Mondiali del 2013. Lo stesso comune di Carmignano assieme alla provincia presentarono il progetto esecutivo dell’opera, cercandolo di inserire all’interno della zona sportiva del circolo tennis di “Casa Rossa”, in quanto a detta dello stesso sindaco Cirri, i terreni erano già disponibili ed erano destinati ad ospitare opere di tipo sportivo. Pochi giorni dopo anche a Carmignano si tennero le elezioni amministrative e il sindaco uscente, Doriano Cirri, si confermò alla guida del suo comune. Nuovamente per il “ciclodromo” arriva il buio, scendono le tenebre e nessuno più ne parla o discute, almeno fino ad oggi.

Oggi, incuriosito, leggo le notizie relative al ciclismo su di un famoso sito internet e con stupore e amarezza, mi imbatto in tale titolo:

MONDIALI 2013. Con le prove iridate arriva il Ciclodromo”, continuo tra le righe dell’articolo e noto che non parlano assolutamente della nostra provincia, bensì di quella di Pistoia e, infatti, il giornalista scrive:

“La notizia più gradita per le società ciclistiche pistoiesi soprattutto quelle della Valdinievole, in occasione della festa svoltasi a Serravalle Pistoiese è stata data da Riccardo Nencini presidente del Comitato Regionale Toscano di ciclismo. Nencini ha confermato che quando nel settembre del 2013 ci saranno i mondiali di ciclismo in Toscana, dovrebbe essere pronto anche il ciclodromo in località “Le Colmate” nei pressi di Ponte Buggianese.”

La stessa notizie stride per me come un fulmine a ciel sereno, tanto da chiedermi: “20 anni a chiedere un “ciclodromo” ed è sempre la stessa storia: promesse molte e fatti zero.

E poi mi chiedo ancora,ma l’assessore Napolitano, i sindaci Cirri e Martini, il presidente regionale Fci Nencini non avevano promesso anche loro? E loro, secondo il mio umile parere, sono quelli che ci hanno ingannato di più con le testuali parole:“Il ciclodromo si realizzerà, è un’opera prioritaria per la Provincia di Prato. Dobbiami sfruttare l’occasione dei mondiali di ciclismo 2013,,”

Ah! Esclamo io, dopo che ho letto l’articolo di Tuttobici Web.it  alla faccia della sincerità, della politica che risolve i problemi della gente, i problemi di famiglie, società e dirigenti sportivi che da ormai 20 anni sono costretti a dover allenare i ragazzi, i più giovani nelle strade con traffico aperto.
Vorrei ricordare a questi signori della falsa promessa quello che denunciai in una mia lettera pubblicata, nel settembre 2009, su un giornale online di Prato e su altre testate locali:

Ciclismo, appello del Comitato provinciale: “Senza un Ciclodromo i giovani pratesi abbandoneranno questo sport”

Questo era l’eloquente titolo che ne usci fuori ma che fa ampiamente dibattere sulla questione. Non voglio con questo andare contro il comitato provinciale di Pistoia, che è riuscito nell’opera prima della nostra provincia, anzi gli invio le mie più sentite felicitazioni per l’obiettivo raggiunto, ma voglio far riflettere e far capire che la storia delle promesse mancate è finita, ora ancora più di prima vogliamo i fatti a costo anche di andar contro scelte imposte, in merito a ciò, da provincia, comuni e dallo stesso Comitato Regionale FCI.

Non solo la mia prima decisione sarà quella di uscire, come rappresentante provinciale della Federciclo, dal comitato tecnico-sportivo dei mondiali 2013, dalla consulta provinciale dello sport e di organizzare, con la collaborazione delle società ciclistiche provinciali una manifestazione pacifica per contestare tali scelte.

Saluti a tutti,Il presidente Comitato provinciale Prato Federazione Ciclistica Italiana

Marco Boretti.

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