Con l’avvio dell’indagine al presidente dell’Arci Bianchi, siamo a 2 avvisi di garanzia per malversazione, senza dimenticare che la Corte dei Conti ha già condannato in primo grado  lo stesso ad un pagamento di una somma di di 565.433 € alla Regione (l’80% Bianchi, il resto la dirigente dell’infanzia della regione).
In tutto, l’Arci ricevette circa un milione e 200mila € di finanziamenti per la costruzione di 5 asili ma, secondo la Procura, due non furono mai realizzati. Inoltre, anche in relazione agli altri, i finanziamenti erogati sarebbero stati superiori a quelli dovuti. Si configurò un danno erariale, quindi. Quella sentenza con la quale i giudici Francesco Pezzella, Francesco D’Isanto e Paola Briguori condannarono Bianchi e altri (la Buongiovanni, il dirigente della Regione Vilmo Chiasserini e il dirigente del Comune di Prato Filippo Foti) è attualmente in attesa del giudizio di appello.
Bianchi, oltretutto, chiese ulteriori finanziamenti ai Comuni di Carmignano e Montemurlo, nonostante l’espressa proibizione del bando regionale.
Dopo il caso del Csn, anche questa volta la giustizia penale si è messa in moto, ma nessuno ne parla.
Stamani appena ho pubblicato la notizia (riportata solo da un quotidiano cartaceo) non si è registrato il risalto che ci si sarebbe potuto aspettare.
Eppure si tratta della gestione del denaro pubblico in un modo che ha dello scandaloso.

Questo fatto, come  per il Consiag dove sicuramente la giustizia, i cui tempi si sa sono molto lunghi, ancora non si è mossa (ma sicuramente lo farà), non ha il giusto risalto, i responsabili non sono tenuti a rispondere, cosa che trovo a dir poco ripugnante.
Ogni giorno si scopre che dove (nelle amministrazioni pubbliche o partecipate) la sinistra ha piazzato i propri uomini, salta fuori un caso di mala politica a danno di cittadini che mantengono i loro lauti stipendi.
Oltre a questo caso, in cui i fatti credo parlino da soli, c’è da sottolineare una gestione della sanità a dir poco furbesca e imbarazzante: ho assistito personalmente insieme ad amici alla presentazione del piano programmatico della Regione, dove oltre all’assessore Scaramuccia, erano presenti i dirigenti dell’ASL, tecnici e tanti componenti del PD, che erano là per esaltare un piano studiato a tavolino e in tutta la discussione non sono entrati nemmeno una volta nei dettagli di come sarà attuato.
Non si sa ancora, infatti, cosa faranno le varie Asl quali saranno le loro competenze, non sono stati illustrati gli obiettivi in forma concreta, solo tanti discorsi quasi fossimo alla presentazione di “evento culturale” da promuovere, non di un servizio del quale i cittadini usufruiscono pagando un ticket.
Al di là di tutto ciò, che può apparire un discorso di parte (anche se lo stesso consigliere regionale Mattei ha espresso la sua perplessità in merito all’ospedale e alcune questioni), vorrei sottolineare come la Regione gestisce i nostri interessi: l’ospedale di Prato è costruito (secondo il bando della Regione Toscana) attraverso un  procedura di Project Financing con cui verranno realizzati ben 4 ospedali per un ammontare totale di 400 milioni di euro circa  (421 892 829,00 €, comprensivo di IVA per l’esattezza) che sorgeranno nelle province di Prato, Pistoia, Massa e Carrara e Lucca.  Le cifre (senza considerare  oneri per sicurezza, spese tecniche etc.) sono ripartite nel  seguente ordine:

  • Apuane 68 613 415,00 €;
  • Lucca 75 837 605,00 €;
  • Pistoia 72 955 693,00 €;
  • Prato 84 835 192,00 €;

La costruzione è iniziata da tempo (la ditta appaltante che ha vinto la gara d’appalto è Astaldi S.P.A) e la regione Toscana dichiara la propria soddisfazione per lo stato di avanzamento di lavori e un progetto che è molto attento alle necessità dei disabili, poiché privo di barriere architettoniche.

Ma veniamo a ciò di cui non si fa parola: la Regione ha deciso da sola di costruire gli ospedali, ha fatto il bando e non ha avuto nessun confronto con chi, dell’ospedale, dovrà usufruire, oltre a non aver convocato gli assessori comunali dei vari comuni (perlomeno a Prato non c’è stato un grande scambio di opinioni se non a lavori già iniziati).
Citando un articolo di giornale, per il Misericordia e Dolce la Asl, in accordo con la vecchia giunta Romagnoli nel 2005, si era accordata affinché fosse il Comune a sborsare 41,42 milioni di euro per acquistare vecchia struttura. Il Comune non aveva accettato e adesso  la Regione gli chiede di cambiare la destinazione d’uso per poter monetizzare attraverso  la vendita di questo immobile.
Se non sarà cambiata la destinazione d’uso ci penserà Rossi attraverso una legge ad hoc attualmente sotto accusa.
Come si direbbe se la cantano e se la suonano.

Altro caso a cui si da poco risalto è quello della Val di Bisenzio, un pozzo senza fine di poltrone e stipendi: oltre ai compensi dei politici di professione (Bugetti, Marchi e Cecconi) ci sono sprechi che hanno del disumano per un’area che, nel suo complesso, ha meno di 20.000 abitanti.

In questi giorni si parla del Comune Unico. Dati alla mano, questi sono i costi dei singoli comuni secondo i dati del 2010 :

  • Cantagallo ha una componente politica che costa l’anno intorno ai 34.000 € (gettoni consiliari compresi),  ma se questa spesa può essere concepibile, la somma dei dirigenti  dei vari settori lo è assai di meno: costa, infatti, ben 166.000 €
  • Per Vernio il costo della componente politica sale intorno ai 69.000 €, mentre la dirigenza dei responsabili di area percepisce 195.517 €
  • A Vaiano, anche in relazione ad una maggiore popolazione, le cifre sono molto più alte:  i costi della componente politica sia aggirano sui 104.000 €, mentre quelli sostenuti per tenere in piedi la dirigenza dei responsabili di area appare, a dir poco, esorbitante: 312.000 €.

Tutto ciò senza contare un fattore non da poco: secondo la legge del governo Monti si abolivano, di fatto, le comunità montane, per cui per mantenere questo Ente Val Bisentino (come tutti gli altri enti della Toscana) si è deciso di cambiargli nome e di chiamarlo “unione dei comuni”, il cui presidente è Marco Ciani e nella cui giunta esecutiva sono presenti i 3 sindaci dei vari comuni i quali, per fortuna, non hanno nessun ulteriore compenso.

Altra voce è il costo per la Segreteria Generale della val di Bisenzio che ammonta a ben 83.000 €.

I responsabili delle aree di questo ente percepiscono una cifra che tocca quasi i 200.000 € (195.000 per l’esattezza) che graveranno sulla testa dei cittadini val Bisentini.

Facendo quindi una constatazione numerica sulle cifre i dirigenti dei 3 comuni (designati dai sindaci ) costano la bellezza di 673.000 € l’anno da sommarsi ai 195.000 dell’unione dei comuni. Si arriva così a ben 868.000 € l’anno circa solo per la dirigenza, e 204.000 € per la componente politica, con una segretaria che guadagna lordi 83.000 € l’anno.
In questo computo non è stato tenuto conto del costo per alcuni rimborsi spese (quali ad esempio il costo della benzina ) che alcuni Sindaci e Assessori scaricano sul Comune.
Le considerazioni sono semplici: con un solo Comune si potrebbe eliminare almeno una parte dei costi della super stipendiata dirigenza delle varie aree. Per  meno di 20.000 anime ci sono 3 comuni e l’ex comunità montana che costano, nel loro complesso, oltre un milione di euro l’anno, togliendo servizi e politiche sociali per la cittadinanza a  beneficio di pochi.
Un pozzo senza fine, insomma. E ci si meraviglia che spesso i Sindaci di questi Comuni si lamentano della scarsità  delle risorse e dei tagli agli enti locali.
Ciani ha fatto la sua proposta di indire un referendum per far convogliare le 3 Amministrazioni in un unico ente: sembra un urlo nel vuoto: nessuno ci sente, nessuno vuole perdere i propri privilegi acquisiti nel tempo.
Concludendo, si continua a parlare di Cenni  e della sua posizione di imprenditore, ma si sorvola serenamente sul fatto che sulla “testa” di alcuni esponenti Pd pendono ben altre e più gravi accuse intimamente connesse non già a ruoli privati degli amministratori, ma direttamente alla loro specifica qualità di amministratori della cosa pubblica. Nel dettaglio:

  1. Una sanità gestita in maniera molto “disinvolta” (i 300 milioni di Massa sono spariti) in cui si va contro al principio della sanità pubblica introducendo il ticket e si gestisce tutto senza dover rendere conto in maniera dettagliata.
  2. La  bretella Prato-Signa mai realizzata e per la quale (non si sa perché) sono stati spesi 29 milioni di €, ragion per cui Martini, ex presidente della Regione, è stato ascoltato dalla procura.
  3. Una società partecipata multata di oltre 270000 € dall’Antitrust per abuso di posizione dominante esercitato con modalità in merito alle quali cui si attende l’avvio della giustizia ordinaria.
  4. Un direttore della provincia rinviato a giudizio per mancanza di requisiti per cui è stato chiesto un danno erariale di ben 200.000 € dal PM
  5. Caso Arci con sentenza Corte dei Conti e avvio di procedimento penale per malversazione.
  6. Un CSN che ha rischiato di chiudere i battenti, i cui vertici sono attualmente sotto inchiesta per malversazione.
  7. Il settore dei trasporti pubblici ridotto all’osso, amministrato con incompetenza che rischia il collasso e di cui verranno dimezzate le linee degli autobus (lo ricordiamo a Carlesi che ha promosso lui la LAM e che, quindi, è responsabile di questi disservizi).
  8. Scandalo Swap e derivati che, grazie a un accordo capestro sottoscritto dall’allora giunta di centrosinistra nel giugno 2006, costano al Comune almeno un paio di milioni in più ogni anno rispetto ai tassi del mercato. In Procura ci sono un paio di fascicoli aperti sulla questione ed è stato nominato un super-consulente che avrà il compito di mettere ordine nei numeri per accertare eventuali reati: il signor Carlesi, che ne sa qualcosa, dovrebbe rispondere ma non lo fa.
  9. Aumento della quantità di rifiuti inceneriti, con annesso potenziamento dei vari inceneritori grazie al piano interprovinciale Prato-Firenze-Pistoia sui rifiuti, che porterà grandi problemi di salute alla popolazione locale a favore delle imprese che inceneriscono.
  10. Creazione del Creaf (costato sino ad oggi 22 milioni), un centro di ricerca di cui non è dato sapere la reale applicazione e l’effettiva utilità, che per adesso (volendo pensare in maniera maligna) sembra essere quella di dar vita a un ricettacolo dove sistemare qualche amico.

In conclusione, dell’uso dei soldi pubblici a noi cittadini non è dato sapere.

Vorremmo anche noi delle spiegazioni su come arricchite voi e i vostri compagni di partito a discapito della cittadinanza.

Le persone che ve lo chiedono non vivono all’interno di un partito ma sono semplici e onesti cittadini.

Annunci