E’ una verità che tutti quelli che vengono a farci le prediche siano antipatici. Dal “caro e compianto “ presidente Scalfaro e la sua sdegnata reazione davanti a  un decolté femminile troppo ostentato, passando dal Celentano televisivo, per arrivare ai pulpiti di tutte le parrocchie  e da lì  direttamente alla finestra del Papa.

Il moralista è un noioso, ci pone davanti a tutte le nostre mancanze, alle nostre omissioni, alle nostre umane debolezze. Non ci piacciono affatto questi  dispensatori di buon senso e retorica, che vanno ad elargire come benedizioni giudizi lapidarie valori in disuso. Destabilizzano la visione ottimale che ci siamo fatti di noi, rompono gli equilibri che ci son costati fatica e compromessi. Ci tolgono dal nostro quieto vivere costringendoci a fare a meno dei nostri vizi, che a lungo andare se non son divenuti proprio virtù almeno  hanno finito per farci compagnia. Il moralista finora era di una razza tipica selezionata nel tempo, con uno standard  perfettamente riconoscibile per essere evitato. Ma incauti incroci hanno portato a figure trasversali, che anche  ad uno studio approfondito presentano elementi strani  di affidabilità e lasciano ben più di un interrogativo.

Ecco infatti il Niky nazionale, che sale in cattedra e spara su tutto, additandoci peccati e peccati, senza distinzione di ruoli e condizioni dimostrando di conoscere nei dettagli una realtà a lui  lontanissima, come lo sono geograficamente le colline toscane e il tavoliere delle Puglie.

E che sia  determinato fino ad apparire aggressivo  per  far onore alla  causa lo posso comprendere. Ma non che arrivi lui, ilVendola nazionale, diventare un benpensante accanito. Perché non mi torna più nulla, e la mente d’un tratto non ha più solide basi logiche alle quali far riferimento.

Ammetto anzi il mio sospetto, che non è semplice e naturale autodifesa, di fronte al fanatismo dell’inquisizione. Lo ammetto, a me sembra ancora banale e tradizionale populismo, visto tante volte altrove, sebbene con una diversa natura.

Credo che questo nuovo dandy  affascinante ed equivoco sullo stile di Wilde, del quale non ha, purtroppo né acume  stile, stia meditando la conquista del ruolo di primo attore anche lontano dalla sua assolata e complicata regione. Rappresentativo per capacità dialettica e look alternativo, sta adattando lo scontento generale ad un nuovo programma politico, flessibile  per tutti i gusti. Non a caso il suo partito si chiama “Sinistra Ecologia e Libertà “ e si adatta a raccogliere di tutto. Reduci di tutte le rifondazioni, delusi  di tutte le sponde, idealisti giustizialisti ed ex galeotti, no tav, ambientalisti e cacciatori di frodoatei e nonUprodotto  modaiolo  e corretto nella sua forma unisex  taglia unica, che  scongiura  a tutti un qualsiasi errore di acquisto.

Quindi, populista opportunista e moralista, ma di una specie nuova assolutamente trendy con l’orecchino e la zeppola. Che sia davvero lui il modello necessario alla svolta  politica del dopo Technical  government ancora tutto da organizzare ?

Intanto si è presentato anche lui con le prediche. Deve essere l’inclinazione naturale  di ogni cattolico fervente,  peggio ancora se devoto alla Madonna di Terlizzi fedele alle linee religiose tanto amabili di Don Tonino Bello.  

E argomentando delle solite storie si è completamente dimenticato le sue. Gli scandali del quale è oggetto la sua amministrazione,  qualche storia personale  sulla quale non ci sembra giusto indagare, ma che chiariscono bene il personaggio. Rammentiamo anche le sue ignobili dichiarazioni a mezzo stampa quando era ancora un attivista del movimento arcigay per una nuova concezione della sessualità infantile rapportata al mondo adulto. Errori di gioventù che intanto avrà fatto sparire. Lo fanno tutte le star di ricomprarsi le foto osè scattate ad inizio carriera. E però è venuto a Prato bacchettando tutti, determinato e  combattivo come uno che deve onorare un voto. Non è un caso che per ricompattare la sinistra abbia cominciato  proprio da qui,  dove la situazione è  davvero disastrata e impegnativa ma di sicura risonanza mediatica. Tutto il resto dopo il deserto Prato, sarà un gioco da ragazzi.

Allora posso dire che un’idea di questa nostra società e quindi della politica me la son fatta. Ed è che tutto va letto al suo contrario, rammentando bene che nella confusione  è insito l’ingannovisione straordinaria che affascina  al primo impatto e genera sempre moti d’ illusione.

Ma che come ogni lusinga astuta e perversa è destinato  a svelarsi al primo defaultessendo la sua assoluta mancanza di morale  il suo vero punto di  debolezzaE a proposito, considerando quella Kantiana, quella Hegeliana quella di tutte le  filosofie, fino alla new entry  Vendoliana, oggi al top nella classifica delle vendite, ma la morale è di destra o di sinistra?

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