Con il termine democrazia si intende il governo del popolo. Una parola con cui tutti le persone nelle loro varie categorie di appartenenza professionali, pubbliche e soprattutto politiche, si sono riempiti la bocca in salvaguardia dei cittadini nella loro libertà di espressione, di intelletto e di scelta politica. Un arbitrio sotto forma di elezioni, che può comportare alternanze di governo composte da coalizioni di partiti. Lo abbiamo vissuto a livello nazionale, in alcune città importanti, ma mai a Prato almeno fino a tre anni fa. L’esperienza di questi avvicendamenti politici anche se brevi, ovunque ci siano stati, ma soprattutto dove non sono mai esistiti come appunto a Prato, ha fatto capire che chi governa, di qualunque colore sia, bada ai propri interessi e sottobanco anche a quelli dell’avversario politico. Dopo di che con quel poco che avanza si pensa alla comunità. Nonostante tutti i partiti abbiano cambiato nome per confondere le acque, illudere e accativarsi i voti dei cittadini, la sostanza non è mai cambiata. Gli interessi di partito, di cooperative, di partecipate, personali e degli amici, sono stati sempre prioritari.

Da qui si è capito che non si poteva uscire da questo baillamme, che non ci sarebbe stata via di salvezza e chi aveva a cuore veramente il bene dei cittadini, ha creato le prime liste civiche. Inizialmente senza mai riuscire a superare lo zero virgola, successivamente visto che l’atteggiamento dei partiti non mutava, hanno sempre riscosso più successo fino ad arrivare al governo di alcune città. Lasciando perdere le liste civiche a livello nazionale che in alcune occasioni gettano più ombre che luci, o alcune a livello locale dove si sono annidati politici riciclati di vecchia data, non si può negare che i partiti in molte occasioni hanno avuto la necessità della loro presenza al loro fianco per raggiungere i loro obbiettivi, decretandone definitivamente il loro successo. Un successo ampio, tanto da diventare una spina nel fianco dei partiti stessi, riuscendo a mettere il fiato sul loro collo e amplificando la voce dei cittadini.

Per correre ai ripari e poter salvaguardare il loro futuro, i partiti hanno cominciato ad affilare le loro armi più o meno velatamente. Chi è all’opposizione ha cominciato a lanciare attacchi contro le liste civiche, mentre chi ne condivide la maggioranza di governo, ha iniziato a sentire troppo la loro pressione.

Prato non si sottrae da questa situazione. Fin dall’inizio dell’insediamento del nuovo Sindaco civico, sono cominciati i primi attacchi di basso profilo politico alle liste civiche da parte della sinistra in tutti i suoi vari colori. L’ultimo è partito dal segretario provinciale dell’IDV contro La città per Noi, riguardo la scelta inappropriata da parte del Tribunale di Prato del curatore fallimentare nel caso Sasch. Ma se questo rientra nel preoccupante gioco, o meglio dire, diatriba politica, opposizione-governo, ancora peggio risulta essere il quasi silenzio di una parte di quei partiti che hanno appoggiato il sindaco civico facendo trasparire oltre al malumore, una inquietante quiete prima della tempesta, salvo eclatanti smentite nei fatti prossimi due anni di governo.

Da tutto questo nasce sempre più forte la convinzione che alle prossime amministrative saranno i partiti a rincorrere le liste civiche, quasi come un viaggio nel tempo che ci riporta all’antica Grecia dove i cittadini si riunivano nell’agorà.

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