La motorizzazione civile di Prato è un caso di disservizio palese: si può parlare tranquillamente di un ente nato in maniera veloce, prematura e senza un progetto di gestione strutturato. Nessuno è contento della sua organizzazione, dai privati cittadini ai proprietari delle autoscuole. Nasce per la volontà dell’allora direttore Ing. Pagano, funzionario della motorizzazione di Firenze ora trasferitosi in un altro ente pubblico. La sua collocazione è a dir poco scomoda: si trova in via di Gonfienti all’interno dell’Interporto, dove non si può arrivare tramite mezzi pubblici: o si è dotati di un mezzo di trasporto proprio oppure è quasi irraggiungibile; inoltre è vicinissima alla sede di Firenze dell’Osmannoro (5 minuti di auto). Il personale è sottodimensionato: si considera infatti che il numero congruo di funzionari dovrebbe attestarsi introno a 20, suddivisi fra esaminatori (per le patenti  A, B, BE  e il C.i.G); addetti allo sportello per l’espletamento di servizi quali “operazioni” sulle patenti (duplicati rinnovi, conversioni), prenotazioni revisioni/collaudi; e Ingegneri che dovrebbero DIRIGERE la struttura ed occuparsi degli esami per le cosiddette patenti superiori e CQC (carta di qualifica del conducente per  trasporti merci e persone).

In realtà l’organico totale è di sole 7 persone, e non mancano ogni mattina lamentele per le file chilometriche che fanno perdere tempo prezioso a chi deve svolgere anche solo una semplice pratica. La struttura ha un costo molto alto in rapporto ai servizi che offre: non è possibile effettuarvi gli esami da privatisti per motocicli e ciclomotori senza passare da una scuola guida in quanto è priva di un piazzale annesso per le prove moto; non vi si possono fare le conversioni delle patenti estere, i collaudi e le revisioni degli autocarri, e molti altri servizi; e per le revisioni sono previsti tempi di attesa lunghissimi causa la mancanza di operatori e corsie. Come se non bastasse si registrano casi per così dire “anomali”: in alcuni mesi dell’anno molti operatori decidono di prendere ferie in massa lasciando la struttura quasi vuota e non consentendo il normale svolgimento dei già pochi servizi garantiti. Una considerazione maligna potrebbe essere che l’impossibilità a svolgere esami ai privati nelle autoscuole è dovuta al fatto che agli esaminatori non viene riconosciuta un’indennità di trasferta, ma non voglio essere così pesante nei giudizi. Mi chiedo piuttosto se questo Ente è davvero necessario e debba quindi essere potenziato oppure se, grazie alla vicina posizione di quello di Firenze, se ne possa fare tranquillamente a meno. A mio avviso forse non c’è effettivo bisogno di una struttura che tolga altri soldi  dalle casse pubbliche solo per avere  il “gagliardetto” dell’indipendenza: la vicina motorizzazione di Firenze è all’avanguardia, molto efficiente e svolge già tutti quei servizi che la sorellina di Prato non riesce a erogare.

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