La Stanza di Antonella
di Antonella Sarno.

Il volantinaggio nella giornata di ieri promosso dall’IDV per il no Cenni day ha avuto un gusto nostalgico, direi quasi retrò. E’ passato tanto tempo da quando le reclute, in genere sempre i più giovani, ti aspettavano all’uscita di scuola,  della messa domenicale o del cinema d’Essai per darti i consigli di acquisto. Oggi quei fogli ce li troviamo direttamente in cassetta e finiscono nel riciclato senza neanche uno sguardo, senza nemmeno la complice strizzata d’occhio del volontario che ti chiede sempre partecipazione solidale, senza domandarsi   nemmeno quanto sei vicino al suo pensiero. Di lui allora ti colpiva la determinazione, perché stava in piedi per ore, al caldo e al freddo rifilando a tutti il suo foglio con il solito mezzo sorriso compiacente che aveva un solo significato: tu non lo sai ancora ma sei dei nostri. Non hai idee? Noi le abbiamo per te. Non sai cosa ti serve, lo sappiamo noi. Non sai come cambiare il mondo, mettiti comodo, lo faremo noi, e quel giorno ti avremo così in mente che sarà come se tu fossi in prima fila. E tu provavi una simpatia naturale, perché le ragioni di uno che sfida il sole e la pioggia e scansa di continuo le reazioni brusche dei meglio informati devono essere  assecondate  almeno con un grazie. Avevano tutti l’eskimo, e l’aria consunta di chi dorme poco e mangia meno divorati  dalla passione politica, consumati dalle illusioni. E infatti il volantino dopo una rapida occhiata  era  piegato in due e messo in tasca. Veniva buttato  via solo a casa. Era una forma di arcaico rispetto, quella che si deve a tutti i visionari.

Ecco perché l’operazione oggi non può riuscire. Abbiamo acquisito sufficiente malizia per non credere più alle offerte speciali, e questi di turno da tanto non hanno più l’aria ingenua e sofferente dei sognatori. Si capisce benissimo che agiscono con una preordinata base di calcolo, e son già arrivati a determinare quanto ci sarà da spartire nella resa finale. Perché una volta buttato fuori un sindaco, ci sarà da fare un altro sindaco. E ci sarà finalmente la possibilità di rimettere le cose a posto.

E per ristabilire il vecchio, che contenta tutti, anche quelli che i volantini non li stampano, hanno pronto un candidato opportuno. Fidato, questa volta. Ricordiamoci che la fiducia è la base di tutti i rapporti, ed è essenziale per  ripartire e RIGOVERNARE la città sulle basi sempre  pratiche e terrene dei dividendi. Questo Cenni infatti ha osato troppo, ha provocato più di un’incrinatura. Poco importa se lo ha scelto la gente. Da quando in qua la gente può permettersi di contare qualcosa? E come si può  insistere a scardinare sistemi tanto perfetti  che hanno rappresentato per decenni la sicurezza e assicurato una pace equa e condivisa? Giusto, questo Cenni se ne deve andare. Chiunque verrà al suo posto saprà fare di meglio.

E forse sarà un pupillo PD, e chissà finalmente si rimetteranno in attivo le quote rosa più velocemente di una messa in piega con meches. Forse sarà una novità appena nata con un gusto tutto ancora da provare. Un SEL costruito strato su strato, una zuppa casalinga  dove  i  troppi sapori sapientemente e falsamente mischiati non riusciranno però a nascondere la muffa originale del primo vecchio ingrediente.

Forse sarà proprio IDV, e avrà l’aria di un fumetto in bianco e nero, uno scarabocchio  fuori tema che, come il suo appassionato capogruppo consiliare, farà sfigurare anche il semplice bianco di un foglio A4 .

Tanto daffare e intanto a Roma l’antipolitica si è già organizzata. Pianifica, decide e non ha dissensi e vince senza nemmeno entrare in gioco. Un organismo tentacolare che una prima visita in città l’ha già fatta considerandola una bella prova per il mondo del multiculturale. Ambiente  noioso e piatto ma così utile per accontentare tutti e dare ampia visibilità. E un  candidato c’è, perfetto per questa città che non potendo vincere il globale se ne approprierebbe fino a reinventarlo del tutto. E lui sì sarebbe una gran fortuna. Son certa verrebbe a benedirlo direttamente da Roma il ministro tecnico baciandolo in fronte. Prato diverrebbe finalmente città di esperimenti riusciti, dopo prove e prove mancate di convivenza. E da li in poi basta volantini, parleranno i tazebao. Basta sceriffi e retate ai clandestini. Tutte le identità saranno superate e ci sarà pace ovunque. Anche nella politica. Finiranno  le sfiducie e le continue interrogazioni. Non ci saranno più motivi di scontro. Perché ci sarà così tanto da dividere che nessuno rimarrà scontento. Sarà un mondo nuovo, razionale, che passerà oltre ad ogni ideale e lo renderà inutile. Sarà il mondo del Signor Wong.

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