L'area della zona Soccorso attraversata dalla declassata.

L'area della zona Soccorso attraversata dalla declassata.

Chi ha il coraggio di prendere decisioni, anche impopolari, è normale che venga sottoposto a giudizi. Se poi questa persona si chiama Roberto Cenni e da quasi tre anni guida una giunta di centro destra in una regione da sempre roccaforte storica della sinistra, si può immaginare a quali e quante critiche possa essere sottoposto. Nel caso del problema della declassata nella zona del Soccorso, qualsiasi decisione fosse stata presa, sarebbe stata comunque oggetto di feroci critiche dal punto di vista tecnico, sociale e politico provenienti soprattutto da quella parte politica detronizzata alle scorse amministrative, sempre ricca di contraddizioni e vogliosa di rivincita.

Ovviamente non si possono negare i quotidiani disagi delle persone che vivono nella zona vicino alla declassata, costretti a sopportare l’inquinamento acustico e atmosferico provocato dalle auto continuamente incolonnate a causa di questa strozzatura, e che rendono imperativo trovare una soluzione valida. E’ chiaro a tutti che dal punto di vista tecnico un’opera di  interramento per centinaia di metri possa essere costosa e pericolosa, oltre che difficile da gestire. Sarebbe opportuno a questo proposito ricordare i rischi affrontati nella costruzione del sottopasso della Questura in fatto di stabilità per le costruzioni attigue e di inquinamento o comunque di deterioramento della falda acquifera sottostante. A rigor di logica, e senza scomodare tecnici specializzati, la scelta non poteva che ricadere su una soluzione che permettesse il normale scorrere del traffico veicolare durante i lavori e con il minore impatto ambientale possibile, preferendo il cavalcavia con adeguate barriere acustiche.

Quando il Sindaco ha concretizzato la necessità di ovviare a questa strozzatura ricorrendo ad un’opera così importante per la nostra città, subito sono nati dei comitati avversi spinti soprattutto da certe forze disfattiste che usano le persone comuni ed in buona fede per i loro maneggi politici, non avendo alcun interesse a far cambiare le cose in meglio aumentando così i meriti questa amministrazione, ma piuttosto ad usare ogni occasione per gettare discredito e fango a vantaggio della loro miope e inconcludente battaglia politica. Diciamo la verità: se questa opposizione avesse avuto veramente a cuore gli abitanti del Soccorso e avesse quindi voluto risolvere i loro disagi, lo avrebbe certamente potuto fare nel lungo tempo in cui ha avuto in mano le redini della città.  Ma non l’ha fatto, e non ha mai mostrato quel decisionismo nel FARE che adesso sta dando così tanto fastidio.

Badando ai propri interessi e obbedendo ai diktat delle segreterie regionali, l’attuale sinistra ha preferito dirottare fondi e finanziamenti in progetti alquanto assurdi come il Creaf, non profferendo verbo nemmeno quando lo spreco è apparso talmente tangibile da essere denunciato in fase di collaudo perfino dalle ditte preposte a questo e pagate con i soldi dei cittadini; oppure l’assurdo progetto della colata di cemento per un faraonico polo espositivo nell’area ex Banci con interramento (anche qui!) quasi chilometrico della declassata da Pratilia alla Questura, per recuperare quello spazio verde che sarebbe stato fagocitato. Per non parlare dell’approvazione di quell’obbrobrio urbanistico/ambientale che è il Parco Prato, costruito in fretta e furia in una zona già densa di edilizia scolastica e senza aver prima completato le indispensabili viabilità di scorrimento verso le periferie o verso la stessa declassata.

L’immobilismo di una parte politica, sia essa di maggioranza o di opposizione, è sempre una battaglia contro gli interessi della città; il decisionismo, pur comportando il rischio di scelte non da tutti condivisibili, alla lunga si rivela sempre utile all’intera cittadinanza.

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