I soliti sospetti

Non stiamo per scrivere la recensione ad un vecchio film, piccolo capolavoro del genere “giallo”.
E’ un titolo che ben si adatta a quanto sta accadendo nelle stanze dei palazzi che “contano” e che, seppur senza il clamore della stampa e l’attenzione dell’opinione pubblica, ad un occhio attento e vigile destano dubbi, sospetti, e possono dar luce ad una ingarbugliata e perfetta trama per una “spy story” che però non è affatto un film che si può chiudere con la frase di prassi “ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale”.

Vi sono due indagini in corso che tanto fanno parlare la nostra città perché riguardano personaggi di spicco della vita pratese. Il primo è addirittura il Sindaco e la vicenda del fallimento della Sasch di cui ben sappiamo i risvolti, con colpi di scena che si susseguono con una sequenza impressionante; l’avviso di garanzia arrivato in tempi record; l’affidamento a dir poco inopportuno al curatore fallimentare Ricci candidato contrapposto alle scorse elezioni che incoronarono Cenni; le frequentazioni del suddetto curatore con lo sconfitto Carlesi e le continue rivelazioni “top secret” alla stampa ed all’opposizione stessa, che ne chiede le dimissioni; le successive dimissioni del curatore Ricci dopo il sequestro dei beni del Sindaco per poi arrivare all’ultima “scena” consumata in procura, dove si discuteva in merito alla richiesta del dissequestro dei beni e dove, così come hanno riportato i giornali cittadini, si è assistito ad una convulsa e surreale audizione di alcuni dipendenti che, tra ritrattazioni e svenimenti, sembrano in qualche modo “sbugiardare” le relazioni dei curatori, ridipingendo un quadro della situazione del tutto diverso.
Accade anche, così come riporta il giornalista, che lo stesso giudice allontani dall’aula addirittura la Guardia di Finanza “non invitata”, accorsa in un tempismo perfetto a notificare alcuni avvisi a comparire agli stressati e confusi testimoni.
Supposizioni certo, forse errate interpretazioni, ma questa vicenda racchiude ormai troppe “stranezze” ed anomalie che non possono essere archiviate come del tutto casuali. La seconda indagine in questione, riguarda l’ex padre-padrone del CSN Gilberto Tozzi e l’ex-Presidente della Fondazione Calissi.
Prima le accuse, gravissime,all’ex-direttore e famiglia al completo, poi, a distanza di un anno e mezzo, il coinvolgimento del Calissi e le nuove accuse alla dirigenza per malversazione.Sequestro dei beni (oltre 1 milione di euro!) con conseguente conferenza stampa del procuratore capo che, insieme alla guardia di finanza e alla polizia provinciale, spiega i contorni dell’operazione specificando in maniera inequivocabile fatti e cifre. Ovvia la richiesta del dissequestro dei beni da parte della difesa ma, con un tempo record che contrasta con i tempi “biblici” della giustizia italiana, la richiesta viene accolta subito, tanto da far arrabbiare il procuratore stesso che, notizia passata del tutto inosservata, ricorre in cassazione contro la decisione definita “immotivata” del giudice del riesame.

Perché abbiamo intrecciato queste due indagini, si chiederà l’attento lettore?
Ebbene, risulta chiaro ed evidente che vi sia una sorta di guerra all’interno della procura di Prato e che, ribadendo un vizio tutto italiano, coinvolge la politica laddove la politica dovrebbe star fuori. In queste vicende, statene certi, vi è l’ombra neppur troppo nascosta del protagonista principale: la“mala” politica pratese degli ultimi anni che stenta ancora troppo a venire alla luce (casi swap, Arci, Consiag, partecipate, tanto per dirne alcuni).
Scenari inquietanti insomma, tanto da sembrare troppo anche per un film come “I soliti sospetti”.

Alle prossime puntate l’ardua sentenza, ammesso che gli spettatori, i pratesi che sanno o che non sapranno mai, non restino per sempre in attesa di una giustizia vera ed immune da ogni sospetto.

Annunci