Targa automobilistica della Provincia di Prato

Prato, in provincia di PO.

Ho provato una certa emozione, anche solo osservando una fotografia sul giornale. Quella del presidente della Provincia Gestri che scopre la targa commemorativa dei 20 anni della Provincia di Prato. Avevo circa la metà degli anni di adesso. Quanti ricordi, quanta attesa, quante speranze, quanta sana goliardica soddisfazione nel poter scrivere Provincia di Prato senza dover usare quel Fi tra parentesi, che portava con se con se lettere che non ci appartenevano, neppure nel nome. Poco importava degli sberleffi degli amici fiorentini, poco importava della sigla assai bruttina delle targhe che riporta ad un fiume importante ma che non ci appartiene, per qualcuno poi, simbolo o pretesto di divisione. “ Scusi… ma da dove viene lei, cos’è la sigla PO?” mi chiesero una volta in un autogrill. Ricordo ancora la mia risposta quasi incredula e rabbiosa: PRATO!

20 anni son passati. Fu vera gloria? Banale rispondere “ai posteri l’ardua sentenza”: ad oggi non ci è dato sapere cosa ne sarà delle province, di competenze e deleghe. Non voglio però soffermarmi su questo argomento, ma bensì sull’articolo a corredo di quella foto, ed in particolare sulle dichiarazioni del Presidente: “ …La mia proposta è di costruire, e già in settimana convocherò i capigruppo, un comitato politico per la provincia da affiancare a quello esistente, che metta insieme le azioni per tutelare il territorio di Prato, perché il grosso rischio di perdere identità, risorse e investimenti per decisioni calate dall’alto……La provincia non è solo un blasone. Qui si lavora per la città”. Ebbene, da “piccolo” Presidente qual sono io ad un Presidente che conta: facciamo seguire i fatti a giuste e condivisibili affermazioni. Mi permetto di lanciare una sfida costruttiva, una proposta semplice e fattiva la cui soluzione sarebbe un segnale forte di cui questa città, martoriata e volutamente tenuta divisa, ha un bisogno vitale. Un segnale di unione, di “uso” appropriato delle istituzioni che sono, o dovrebbero essere, a disposizione del cittadino e non terra di conquista per quella o questa bandiera politica. Prendiamo per mano, insieme, pezzo per pezzo, questa città. Comune, Provincia e Regione. La proposta del Sindaco a cui mi riferisco e che attende una risposta è molto semplice: il bellissimo museo di Scienze Planetarie di via Galcianese costa alla Provincia, e quindi alla collettività, circa 400 mila euro l’anno. Il planetario citato nel nome della struttura, però, non c’è: è al CSN. Non chiedetemi il motivo, dovrei cimentarmi in ragionamenti illogici e che trovano risposta forse solo in chi, ottusamente, cura o ha curato solo il proprio orticello. Perché, ha chiesto il Sindaco Cenni al Presidente Gestri ed all’Assessore Nesi, non spenderne 200 mila ed entrare quindi nella Fondazione CSN? Questa unione doveva avvenire molti anni fa: era già tutto pronto, dal notaio. Poi qualcuno cambiò misteriosamente idea. Entrare significa farlo adesso, visto che è in atto uno studio ed un progetto sulla nuova riorganizzazione strutturale del CSN. Non sarebbe solo un risparmio di risorse: si unirebbero le forze e si creerebbero le basi per sviluppare un maggiore potenziale, maggiori attrattive di visita, una didattica più ricca e completa, aperture ad altri enti ed istituzioni quali università e istituti di ricerca scientifica. Tutto questo si tradurrebbe non solo in un enorme sviluppo culturale e turistico, ma anche in nuove opportunità di occupazione e di crescita. Siamo troppo ambiziosi, probabilmente; ma un tempo non ci riconoscevamo pratesi proprio per questo? Avevo ricevuto un invito a partecipare ad una commissione provinciale per esporre queste proposte, ma mi dicono che vi siano delle “resistenze” nel convocare quell’incontro. Spero sia una malignità, una non notizia, o dovrò anche io malignamente pensare che forse qualcuno non vuol trovarsi nell’imbarazzo di dover declinare senza motivo una proposta tanto ragionevole e costruttiva o, ancor peggio, dover inventarsi un pretesto per dire no. Mai come questa volta vorrei essere smentita. E’ ora di cambiar registro, ed io attendo fiduciosa che si possa finalmente, insieme, costruire qualcosa di buono. Aspetto fiduciosa non da Presidente, ma da cittadina di Prato. In Provincia di PO.

Pamela Bicchi

Presidente CSN

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