Chi controlla il controllore?
di Il Bindolo

Migliaia in coda. Attendono per comprare un oggetto Sasch a pochi spiccioli. Ognuno con la missione privatissima di risparmiare acquistando un brandello di Cenni e soci. E sia. E’ una fauna che non amo questa, ma non è importante. Mi stupisce invece l’inettitudine con la quale questa svendita di fine esistenza è stata allestita da chi, tutore della legge, al di sopra di essa può restare. Oggi qualsiasi malcapitato imprenditore, artigiano o commerciante sa bene che, oltre al versare la metà e passa dei suoi guadagni allo Stato, deve rispettare alla virgola un mare magnum di leggi e leggine sulla sicurezza, 81/09 e mille blah blah (a meno che non fosse un cinese a prato negli anni della sinistra, ma questa è un’altra storia). I curatori fallimentari dell’ex impero Cenni, invece, non solo hanno presentato una relazione dalla quale emerge un marchio decotto e valori di magazzino sottostimati quando invece c’è la ressa per acquistarne più pezzi possibile, ma possono mettere in piedi con 3 casse di numero una svendita totale la quale, anche perché pessimamente organizzata, è causa di code interminabili e persino di malori. Il paninaro all’angolo aveva capito che avrebbe fumato i suoi 300 panini in poche ore ma questi signori, tanto incapaci (e fino a qui siamo nel campo della buona fede) da chiudere i negozi Sasch sotto le vendite di Natale, impancano una maxi svendita con 3 casse per 4.000 metri di magazzino. Geniali.
La domanda quindi è sempre quella. Chi controlla il controllore?

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