Tra le stelle e le stalle
di Bastian Contrario

L’idea di collocare il Museo di Scienze Planetarie nello spazio del Centro di Scienze Naturali risponde senza dubbio ad una logica razionale, in base alla quale risulta evidente l’opportunità di questa scelta.

  • Primo perché c’e’ già un Osservatorio Astronomico al CSN che, con poca spesa, potrebbe essere spostato a 300 metri s.l.m. sul promontorio che sovrasta il CSN eliminando anche l’inquinamento luminoso della città.
  • Secondo perché il Centro di Scienze Naturali è il luogo più normale dove possono riunirsi tutte quelle iniziative didattico-scientifiche che possono concorrere a promuovere, a sostenere e a rafforzare l’interesse scientifico di tutti, ma principalmente dei ragazzi ancora in età scolare. E’ ovvio che la disponibilità della maggior parte possibile di strumenti di osservazione scientifica in uno stesso spazio facilita e amplifica in modo considerevole l’accesso a questa attività.
  •  Terzo perché lo spazio di cui dispone il CSN, abbastanza vicino al centro per essere facilmente raggiungibile e abbastanza distante dallo stesso per godere di una certa tranquillità al riparo da distrazioni dovute a rumori del traffico e di altro genere, è uno spazio sufficientemente ampio per contenere questi strumenti.
  • Quarto perché la concentrazione del flusso di visitatori in una struttura unica come il CSN, oltre a valorizzarne il significato, è senza dubbio un elemento che concorre in modo significativo a giustificare l’impegno di tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nella sua gestione a mantenere questa struttura  sempre più rappresentativa di un buon governo della cosa pubblica e, quindi, a dotarla di servizi e di mezzi, rinnovandoli quando occorre, appropriati a garantirne una sempre maggiore fruibilità da parte di tutti i cittadini.
  • Quinto perché un’offerta più ricca di iniziative scientifiche costituisce un elemento di maggior richiamo non solo per i residenti nel territorio pratese ma anche per chi arriva da fuori.

A questi cinque motivi se ne potrebbero aggiungere molti altri, di altra natura. Mi fermo qui per non abusare della pazienza di chi mi legge.

Ma mi fermo qui anche perché questo elenco è solo la premessa per arrivare a comprendere il significato di qualcosa che, almeno in apparenza, è incomprensibile. Mi riferisco all’osservazione opposta dall’Assessore provinciale Napolitano alla proposta del Presidente del CSN Pamela Bicchi di collocare il Museo di Scienze Planetarie all’interno del CSN. L’Assessore infatti si chiede “cosa c’entra” il Museo di Scienze Planetarie col CSN.

Una domanda, si badi bene, solo apparentemente senza senso, soprattutto se valutata esclusivamente alla luce delle considerazioni contenute nella premessa.

E invece no. Un senso ce l’ha. Eccome se ce l’ha. Mettiamo il caso che l’Assessore Napolitano concordi sulle considerazioni, su tutte e ciascuna, contenute nella premessa ma che, a queste considerazioni -che partono dal presupposto che prima dell’interesse di un partito politico ci sia quello della collettività- anteponga il dogma secondo il quale si debba prima di tutto guardare all’interesse di parte. E’ chiaro che appare inaccettabile una proposta del genere che, esaminata sotto questo particolarissimo punto di vista, sarebbe fortemente penalizzante in quanto andrebbe a sostenere una iniziativa vincente del CSN in un contesto che vede impegnata la parte politica avversaria a recuperarne struttura e buon nome andati alla malora durante la precedente gestione, affidata a persone sostenute dalla propria parte politica. E per finire, ciliegina amara sulla torta, una scelta del genere non permetterebbe alla Provincia di spendere, ogni anno, 200.000 Euro dei cittadini per gestire una struttura “tutta sua”.
E allora la domanda dell’Assessore Napolitano si spiega.
Eccome se si spiega.
Si spiega sin troppo bene.
Lo capiamo noi il senso di quella domanda, e lo capiscono anche i pratesi, i quali si son chiesti da un pezzo cosa c’entri il bene della collettività con le scelte fatte -e pagate con i soldi di tutti- sino ad ora da questi signori del Patto di Titanio.
Ci vorrebbe un posto da dedicare alla riflessione comune su questi interrogativi. Ma forse ce n’è uno bell’e pronto -e bell’e pagato- che potrebbe essere dedicato a questo scopo. Un posto magnifico, dai locali ampi e spaziosi che da sei anni è lì, come una cattedrale nel deserto, come un personaggio in cerca d’autore, che si aggira sempre più smarrito nei meandri del palazzo della Provincia di Prato. Ecco la proposta: mettere sin d’ora a disposizione il CREAF come luogo di meditazione per prepararsi alle prossime elezioni.

Il vuoto e il silenzio assoluto sono infatti le condizioni ideali per riflettere e per pensare. E di sicuro i pratesi che sceglierebbero di usufruire di questo importantissimo service, una volta messo piede lì dentro e dopo aver pensato a quanto è costato, ne uscirebbero confortati da illuminazioni folgoranti, e soprattutto con le idee chiare, anzi chiarissime sulle future scelte elettorali.

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