Prato the day after

Prato the day after

Prato the day after.
di Bastian Contrario

Tre anni fa nella storia di Prato del dopoguerra si è verificato un evento che a ragione potrebbe ben definirsi epocale. Dopo sessantatre anni di indisturbato dominio di quello che era ormai diventato un vero e proprio privilegio feudale, la sinistra veniva, infatti, scaraventata fuori dalle stanze del governo della città da quello che, più che un voto, fu soprattutto un vero e proprio verdetto, una sentenza di condanna, definitiva e senz’appello, nei confronti di chi nell’esercizio del mandato aveva oltrepassato ogni limite della decenza, violato ogni norma del buon senso, dato vita ad un sistema clientelare tale da far impallidire, al confronto, qualsiasi regime. Neanche Ceaucescu era riuscito a restare al suo posto per un periodo così lungo.

Come era facilmente prevedibile, dopo il terremoto del giugno 2009, sono venute alla luce dalle macerie, un giorno dopo l’altro, le nefandezze del regime caduto:

  • la vicenda degli Swap (felicemente avviata alla prescrizione da chi sta lavorando per l’insabbiamento degli esposti presentati a suo tempo),
  • l’enorme sacca di illegalità (tollerata o favorita?) all’interno della quale il distretto parallelo cinese ha potuto svilupparsi in barba ad ogni norma vigente addirittura in tema di diritti umani,  per non parlare di normativa del lavoro, sicurezza e via di seguito,
  • il degrado sociale che l’assoluta mancanza di governo del fenomeno migratorio ha causato,
  • lo stato di degrado e di abbandono di un Centro di Scienze Naturali giunto a un punto tale da renderne necessaria la chiusura da parte della magistratura,
  • le ingerenze indebite esercitate dalle società partecipate nelle istituzioni che avrebbero dovuto esercitare il controllo su di esse (com’è stato evidenziato recentemente anche da parte dell’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato nella vicenda Estra/Consiag/Comune di Prato).

Potremmo andare avanti ancora a lungo ma ci fermiamo qui.
Prato the day after
potrebbe dunque essere il titolo, più che appropriato, per le celebrazioni del Terzo Anniversario della Liberazione di Prato:

  • Liberazione dall’egemonia clientelare,
  • Liberazione dal dominio incontrastato di una casta di intoccabili,
  • Liberazione dal malgoverno,
  • Liberazione dall’illegalità,
  • Liberazione dall’ipocrisia di regime sostenuto da chi, mentre predica una cosa, fa esattamente il contrario.

Dedichiamo  questa nota, che invitiamo a considerare come un semplice pro-memoria, ai Giovani Democratici di Prato, i quali hanno scelto questa espressione per un loro incontro nei prossimi giorni.
Ovviamente, con i nostri migliori e più sinceri auguri.

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