Sta per cominciare il Settembre Pratese è stiamo per entrare in un turbinio di manifestazioni a ogni livello per festeggiare degnamente l’evento. Ma quella che è già cominciata, e per la verità è oramai ciclica da qualche anno, è la persistente ricusazione da parte della sinistra pratese di tutte queste iniziative per la nostra città. Qualsiasi progetto o impegno che la giunta dispone viene bollato come male assoluto e ostracizzato a priori, gambizzato sul nascere da vetero-terroristi con arcaiche ideologie, sommerso dai “Niet!” usati come vessillo dietro cui serrare le fila, da compagnucci che anziché mirare alla luna si fermano al dito.

Certo non è sempre cosi: ogni tanto qualche giovane progressista di sinistra cerca faticosamente di affrancarsi dalle antiquate e anacronistiche pastoie marxiste-leniniste, pur senza osare troppo. Sono rarità che cercano di emergere dal buio grigiore degli acquartieramenti dei partiti, per un sogno da ardito fantaccino relegato sull’aia di casa.

Ma sono i vecchi tromboni, nelle idee oltre che nell’età, che dirigono ancora la musica della dissonanza, con una sgradevolissima cacofonia condotta al massimo livello di decibel.

Sono questi biechi pragmatici oscurantisti che che, intrisi d’invidia per la loro precedente abulia amministrativa, lanciano strali insensati e strumentali contro la logicità di un IRCCS nella struttura del Misericordia e Dolce che farebbe di Prato un’avanguardia nel campo della ricerca e cura oncologica e che sarebbe, questo si, il VERO volano per quello sviluppo tanto auspicato.

Sono questi biechi pragmatici sobillatori coloro che soffiano sul fuoco della protesta popolare contro il raddoppio della declassata, madre di tutte le indolenze amministrative, e contro il piano di recupero di Pratilia e di tutta la zona circostante che invece innescherà quei “processi virtuosi di creazione di nuove opportunità economiche” richiesti anche del segretario Bugetti (cfr. http://www.estranotizie.com/focus/nuova-pratilia-semaforo-verde).

Sono questi biechi pragmatici conservatori che si scagliano con veemenza anche contro le iniziative del Settembre Pratese e contro una ritrovata tradizione come la Palla Grossa per i disagi provocati a piazza Mercatale. Quella stessa piazza Mercatale che vecchi progetti di riqualificazione avrebbero violentato, spostando quelle seicento auto che vi sostano in un parcheggio interrato a due piani, con buona pace dell’anima ambientalista e ricreando un secondo mostruoso parcheggio del Serraglio.

Sono questi biechi pragmatici ideologizzati che mettono all’indice tutte queste idee “di destra”, come se il benessere dei cittadini e le iniziative per la città avessero colorazione politica, spargendo zizzania al limite della xenofobia perfino sulla tradizionale “cocomerata” del 15 agosto.

Perciò, di conseguenza, questo bieco pragmatismo è divenuto il simbolo del fallimento creativo dell’intellighenzia, che ha seppellito ogni forma di residuo ideale progressista uccidendo in culla quella mediazione tra le parti che fa evolvere la politica, e di cui si dovrebbe nutrire Prato.

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