On.le Antonello Giacomelli

L’On. Antonello Giacomelli, che da assessore ha inferto colpi durissimi al bilancio comunale e che nel tentativo di fare il sindaco a tutti i costi ha spaccato il suo partito, interviene sull’auspicabile ricandidatura di Roberto Cenni a sindaco di Prato. E lo fa parlando di assenza di risultati amministrativi.

Cosa sono dunque i 25 milioni di euro arrivati a Prato per il sostegno al reddito dei lavoratori, l’Imu ai minimi di legge grazie ad un’attenta gestione del bilancio e l’aver riportato risorse ingenti nelle casse del Comune tolte dalla pancia delle partecipate, con le quali la sinistra ha innaffiato per decenni la pianta del consociativismo e del clientelismo.

Cosa sono la diminuzione del numero dei dirigenti comunali e i tagli netti ai compensi dei consigli di amministrazione. Cos’è il via alla nuova Pratilia, il contrasto al sistema organizzato di illegalità soprattutto cinese irrobustito negli anni della sinistra.

Cosa sono le strade nuovamente asfaltate, il piano delle assunzioni in una fase di persistente crisi occupazionale, l’apertura della Lazzerini e la prossima inaugurazione del Museo Civico e il raddoppio del Pecci, avendo radiato dal bilancio comunale 29 milioni di crediti difficilmente esigibili lasciati lì a intorbidire le acque dalla sinistra. Il tutto mentre il governo ha tagliato del 50 per cento i trasferimenti agli enti locali rispetto agli anni in cui Giacomelli era vicesindaco.

Cos’è l’aver reso a Prato un ruolo centrale nella cultura, regionale e nazionale, anche con un Settembre Pratese che la sinistra, pur avendo risorse a sfare (ma evidentemente servivano a ben altri scopi) non si è mai degnata di realizzare. Cos’è la Cittadella dello Sport e gli appuntamenti internazionali in campo tecnologico, come il Major Cities of Europe o il Pic-Nit. Con Officina Giovani non più sinistro centro sociale ma luogo di eventi e cultura gestiti dai giovani in modo trasversale e trasparente.

Prato, dopo tre anni di giunta Cenni, sta alzando di nuovo la testa e si sta rialzando dal fondo nel quale una sinistra sprecona e litigiosa l’aveva fatta sprofondare. E tutto ciò lo si deve al lavoro di Roberto Cenni, della sua giunta e della maggioranza che ne sostiene l’opera.

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