La pagliuzza e la trave

di Il Tosco

C’è da rimaner basiti nel leggere le dichiarazioni del Consigliere Comunale Banchelli, in quota alla maggioranza di governo della città. Il Consigliera taccia di “spendaccione” il governo cittadino in riferimento ai 2 milioni di euro spesi per le consulenze esterne.
Chiariamo subito: siamo convinti che si possa sempre far meglio limando fino all’osso tutte spese su cui si possa risparmiare, ma bisogna sempre scavare nel profondo per trovare la realtà dei fatti. Le voci che fanno lievitare la spesa in questione sono ovviamente tante, ed in questi tempi di spending review e caccia alle streghe verso gli sperperatori di denaro pubblico il buon consigliere deve aver intravisto l’occasione giusta per farsi una bella vetrina tutta personale. Perché seppur lo sforzo (immaginatevi da quanto tempo splucia, rispulcia, studia ed annota!) sia certo lodevole, risulta alquanto pretestuoso oltre che fuori luogo. Un esempio su tutti: una delle cifre più alte (oltre 100 mila euro), se n’è andata per le consulenze relative al caso swap che certo di facile interpretazione non era, visto quanto riportato ieri su un noto quotidiano locale. Non solo, sembra proprio che sull’argomento il comune abbia ragione da vendere, e che sia stato truffato (e quindi truffati tutti noi cittadini) per svariati milioni di euro. Ora, la domanda, anzi le domande, sorgono spontane: considerando che il Banchelli, seppure in giovane età, è uno tra i più vecchi frequentatori delle stanze comunali, essendo, se non andiamo errati, alla sua terza legislatura, dov’era quando si firmavano certi contratti? Dov’era quando non si andava a gara per risparmiare sui conti pubblici? Dov’era quando si assumeva a valanga, senza criteri, senza regole, e si elargivano stipendi da favola a partecipate immaginarie o poltrone vuote? Lo sappiamo, era all’opposizione, quindi poteva ben poco; ma se il suo zelo di oggi fosse stato presente allora, sulla stampa, nelle commissioni, e perché no, nelle procure (già, le procure…), forse saremmo tutti un po’ meno poveri e sicuramente meno arrabbiati. Si fosse stracciato le vesti allora, chissà….. Peccato davvero, siamo proprio nel caso in cui si guarda la pagliuzza ora senza però aver visto la trave di prima! Oltre al danno, la beffa. Ma il consigliere sa che la stragrande maggioranza di quei capitoli di spesa sono “determine dirigenziali”, ovvero soldi a disposizione dei dirigenti che, nell’espletamento delle proprie funzioni, hanno facoltà di spendere come meglio credono senza che spesso neppure gli Assessori ne siano a conoscenza? Noi crediamo che lo sappia, anche perché (sempre salvo errori) fa parte della Commissione Bilancio. Ecco quindi che forse, dietro, c’è tutta un’altra storia che, siamo certi, nessuno ci dirà.

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