di Penelope Amataresu

 

Un Sindaco incazzato. Un Sindaco che, come suo solito, non ha girato intorno ai fatti, non ha usato mezze parole né manfrine o politichese: è andato dritto all’obbiettivo denunciando un “sistema marcio” fatto di poltrone, denaro, affarucoli. Per raccontare quello che sta subendo la sua città ha elencato cifre e nomi. “Se c’è uno slancio che dovrebbe caratterizzare l’inizio della terza Repubblica questo è la rottamazione del sistema e non tanto delle persone. Basta con gli atteggiamenti gattopardeschi del tutto deve cambiare perché nulla cambi”, sono state le sue parole di apertura riferite chiaramente ad un intreccio quasi inestricabile di partecipate e gruppi di potere vari; poi il racconto di quelle vergognose azioni che per anni hanno fermato Prato.

Ed ecco le “perdite”, il vero saccheggio fatto alla città di Prato da burattini in mano al “sistema”:

CONSIAG : 24 milioni persi a causa della richiesta di sospensiva presentata da Estra Reti Gas e accolta dal Tar. Con questa operazione Toscana Energia non sarà tenuta a versare 90 milioni ad Estra quale contropartita del valore della rete distributiva (ricordate la battuta di quello che si evirò per fare spregio alla moglie?), e non dovrà nemmeno versare al Comune i 18 milioni di euro previsti dal bando di gara. Nella rete rimangono bloccati anche i 7 milioni e 700mila euro che Estra avrebbe dovuto versare al Comune per chiudere il contenzioso.

Nota bene: 5 di questi 24 milioni sarebbero stati destinati agli artigiani pratesi, sarebbero cioè serviti a creare assunzioni sul territorio.

E proprio alla luce di questo per il Sindaco Cenni Consiag è “un carrozzone che così com’è non ha più senso di sussistere ed è necessario metterla in liquidazione. Una scatola vuota che non serve a niente. Per tre anni questa società invece che impegnarsi nella creazione di una multiutility capace di competere sul mercato globale si è solo spesa per fare la guerra al socio di maggioranza relativa per motivi politici in barba alle tasche dei cittadini di Prato”. Quei 24 milioni che mancheranno al territorio causeranno meno investimenti per i prossimi due anni.

Una guerra politica fatta dalla sinistra sulla pelle dei pratesi, che ha come unico scopo il tentativo di boicottare il bilancio del Comune e il bieco tentativo di far arrivare quei profitti o in altri territori o in altri tempi, magari quando Prato avrà un’altra Giunta. Si perché questi ”signori degli affari” sperano che le prossime amministrative le vinca il centrosinistra e si torni, quindi, a lucrare liberamente.

Ma le cifre snocciolate questa mattina non si fermano qui.

Vi siete mai chiesti quanto ci costi la “scatola” Consiag? Poltrone pagate migliaia di euro a dirigenti che non sono stati capaci di destinare alcun centesimo per investimenti a Prato ma capacissimi, però, di mettere in cassa integrazione 20 lavoratori.

La denuncia del Sindaco Cenni continua senza freni: ammonta a circa 20 milioni di euro il macigno dei  famigerati titoli swap ereditati dalla precedente amministrazione, che gravano sul bilancio comunale con 5 milioni di euro di costi impliciti ed accantonamenti per 1,8 milioni all’anno.

E ancora: sono 120 i milioni di euro erogati per il nuovo ospedale di Prato. Peccato che di questi investimenti niente è rimasto in città.

Capitolo doloroso anche quello dei rifiuti: Prato regala a Pisa e Peccioli 120 i milioni di euro a causa di una conduzione inefficiente dell’ATO centro, che dura da anni e che ha ritenuto giusto bocciare il progetto dell’Amministrazione Cenni di creare una azienda che pensasse anche allo smaltimento dei rifiuti.

Si continua: settore dell’acqua. Prato ha la disponibilità di una falda acquifera propria pari a quella di Bilancino. Ebbene, su di essa non si è mai voluto investire; addirittura nonostante Prato abbia conferito i propri impianti e le tubature di depurazione a Publiacqua, è stata poi paradossalmente costretta a pagare una tassa sull’acqua più alta di quella di altri comuni toscani.

Numeri che fanno girare la testa, soprattutto se si pensa che sono soldi che potevano e possono ridare dignità e forza ad una città martoriata. Roberto Cenni ha lanciato la sua sfida ad un “sistema marcio gestito dall’alto e portato avanti da tanti burattini che occupano poltrone nelle varie società partecipate”.

Quanto costa realmente ai pratesi la guerra fatta al Sindaco Cenni, al suo lavoro e alla sua Giunta da un sistema ormai collaudato di poltrone, affari, affarucoli e mazzette?

Dopo 500 anni, la città di Prato è consapevole di aver subito un altro Sacco. Stavolta non ci sono i soldati spagnoli, non ci sono i Medici, per fortuna neppure morti; a riportare alla mente quei fatti storici c’è  però un esercito spietato e fin troppo ben collaudato contro pochi fanti determinati a riportare giustizia ed eliminare il danno alla città. Un danno pesante che grava sul cittadino comune che senza quell’esercito di avvoltoi avrebbe tasse più basse e infrastrutture nuove. Il sacco c’è stato ed è durato non 21 giorni ma 60 anni. Ora qualcuno ha alzato un muro di coraggio ed ha denunciato, raccontando la verità a tutti coloro che la vogliono ascoltare.

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