calendarioE’ giunto il momento di fare un resoconto dell’anno trascorso, partendo dall’avviso di garanzia a Roberto Cenni per i fatti della sua azienda Sasch. Guardando questo 2012 appena trascorso troviamo purtroppo un aumento considerevole di fallimenti e di chiusure di aziende sul nostro territorio a causa una crisi economica senza precedenti che ha falcidiato moltissimi posti di lavoro. Certo, il dispiacere nel vedere una tale decadenza induce a pensieri pessimistici e umetta gli occhi di lacrime per i tanti lavoratori rimasti senza sostegno economico. Ma la sventura impietrisce gli animi e focalizza l’osservazione critica sui comportamenti di quella classe politica che da sempre si proclama vicina alla realtà popolare, e che altro non ha saputo fare se non stracciarsi le vesti per il fallimento della ditta dell’imprenditore prestato alla politica e per la sorte dei poveri dipendenti. Solo di QUEI dipendenti. Dipendenti e committenti usati come pedine poste sulla scacchiera della politica.

L’ imprenditore prestato alla politica è una forma desueta ormai rimasta soltanto nelle parole di quei cretinetti che ancora pensano di essere ai tempi felici (per loro) di quando la città era trattata al pari di un’azienda che doveva produrre utili solo per pochi eletti. Questi navigati manipolatori di bilanci non sono riusciti a capire le reali necessità della gente comune. Questi indolenti, sotto la maschera del socialismo, si sono comportati come conservatori e reazionari che per puro interesse politico e di clan hanno supinamente accettato una forma di vassallaggio verso i poteri forti della vicina Firenze, della giunta regionale toscana e delle segreterie politiche di Roma. Da qualche anno quindi questa sinistra si è attaccata spasmodicamente a un tipo di informazione di parte evidenziando solo i guai dell’imprenditore Cenni ma non i suoi meriti nell’amministrare il Comune, ipotizzando perfino che la sua discesa in politica sia stata frutto della consapevolezza del fallimento ormai inevitabile sul piano imprenditoriale. E così la truppa canagliesca e ottusa ereditata dal vecchio apparato togliattiano continua a celare il fatto che, a soli fini politici, si sia ingigantito il fallimento di un’azienda come fosse una calamità per tutta la città. Fosse stata un’altra azienda, di un’altra persona, sicuramente dopo 5-6 mesi nessuno ne avrebbe più parlato, proprio come è accaduto per tutti gli altri fallimenti avuti nel corso del 2012. Ci sarebbe stato da pensare all’immane buco nei conti della ASL di Massa che si sta estendendo, ombra sinistra, su tutta la regione causando tagli nelle prestazioni sanitarie a discapito di tutti i cittadini. Politicamente parlando nessuno avrebbe dovuto prestare ulteriore attenzione alla Sasch, porgendo invece orecchio alle allarmate voci sul nuovo ospedale costruito in troppo poco spazio, inadeguato e con molti meno posti letto del vecchio a fronte di una popolazione in continua crescita per il sempre maggiore flusso di immigrazione. Ma naturalmente, come si addice alla natura di questa gente, la distorsione dell’informazione è nata dall’ipocrisia e si è trasformata in farsa.

Ecco perché un gruppo di persone si sono unite per scrivere queste cose, che la stampa non fa risaltare adeguatamente. Ci siamo accorti che tante persone si ubriacano di proclami senza addentrarsi nel nocciolo delle questioni importanti. Si parla male dei blitz contro i clandestini definendoli “accanimento xenofobo” e tralasciando di precisare che quei poveretti lavorano in condizioni disumane, manco fossero in un lager o in un gulag! Si parla delle problematiche della scuola tacendo il fatto che la scuola De Andrè sia stata a rischio crollo! Sissignori, CROLLO! Fossi stato un genitore con un figlio in quella scuola non mi sarei accontentato della Giustizia ma avrei voluto i progettisti, i tecnici e l’assessore all’istruzione dell’epoca alla pubblica gogna: a dorso di ciuco con le mani legate dietro la schiena esposti al lancio di uova e frutta marcia come nella settecentesca Roma papalina! Si parla del nuovo ospedale e se ne magnifica la bellezza, quando la realtà degli insufficienti posti letto imporrà di curarsi a casa a spese proprie. Alla faccia del populismo di sinistra! Si parla di Visionaria definendola a torto giullaresca ed esponendola al ludibrio come spreco di denaro, dimenticandosi che le stesse cifre venivano sborsate per il luna park settembrino; e si tace della riapertura del Museo Civico di Palazzo Pretorio a lungo procrastinata dalle passate amministrazioni che avevano modificato il detto panem et circenses in panem mihi et nihil circenses ! Si parla del sociale e delle difficoltà per i cittadini ad avere un alloggio popolare e ci dimentichiamo che abbiamo avuto da sempre delle amministrazioni comunali solo simbolicamente vicine alla classi lavoratrici, incapace di colmare quella richiesta di alloggi EPP rispetto a città toscane più piccole come Pistoia e Livorno. Si parla continuamente di ricerca tessile dando enfasi al Creaf però senza specificare bene a cosa potrebbe servire e dimenticando che gli enormi costi di questo carrozzone pesano ovviamente sui contribuenti. Questa informazione inquadrata è il nuovo che vogliono darci? Questo è ciò che di meglio hanno prodotto le tanto decantate primarie? Allora lasciamo ogni speranza: continuiamo a vivere nella finzione perpetuata da questa sinistra inetta che non trova giustificazioni al proprio fallimento che si veste dei pennacchi sgargianti della menzogna, del camuffamento, della commedia rituale dello sberleffo. Non ci siamo ancora stancati di adorare personaggi nei quali non si capisce bene quale sia il confine tra incompetenza e menzogna, visto che l’una supporta l’altra come nel caso Consiag e derivati Swap? Il risultato di queste scelte fatte in passato lo subiamo ogni giorno. Evidentemente a qualcuno non basta, e vuol continuare a sostenere questi guitti esaltati che, parlando la lingua del trivio con canea meschina, continuano con le allusioni e gli sberleffi all’uomo-imprenditore Roberto Cenni. In questo anno trascorso, non l’imprenditore ma il Sindaco Roberto Cenni e la sua squadra hanno compiuto un cambiamento epocale: fare politica per Prato e verso Prato. Con il risultato, visibile, di riavvicinare la politica cittadina ai cittadini stessi.

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