DalemaD’Alema viene a Prato forse per riaffermare la sua leadership nella Città più industrializzata e con il più elevato bacino elettorale operaio del centro Italia e ci stà. Ma dovrebbe anche rendere conto alla Città della governance del Monte dei Paschi di Siena con il Consiglio di amministrazione pieno di manager in area PD (da Mussari a De Bustis di Banca 121 di Gallipoli), che prima operò la spoliazione della Cassa di Risparmio di Prato, acquisita a prezzi di saldo e rivenduta alla Banca Popolare Vicenza; del finanziamento stratosferico di circa 700 mila euro al PD; della voragine scoperta nei conti del Monte dei Paschi di Siena non ancora quantificata che, secondo alcuni analisti, potrebbe essere superiore agli 8 miliardi di euro, in parte già coperti con Tremonti Bond per 4,8 miliardi ottenuti omettendo comunicazioni a Bankitalia sulla esistenza di perdite per centinaia di milioni in derivati Swap (Alexandria e Santorini) cui è stata tentata la copertura con un prestito obbligazionario trentennale (Nomura) affiancato da uno Swap che stà facendo traballare la stabilità dell’istituto di credito.

A questo punto sembra Monte dei Paschi di Siena abbia voluto imitare alla grande, da par suo, le ardite operazioni in derivati con Swap Dexia, dei DS di Prato.
Due città accomunate da un triste destino: la caduta della maschera delle buone amministrazioni comuniste della Toscana.

Vittorio Lana

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