casa-euroTante notizie s’intrecciano in questo trascorso weekend di febbraio, attraversato da un barlume di falsa primavera. Falsa perché come la più incredibile delle proterve promesse elettorali è destinata a fallire miseramente, ed anche perché ci illude di essere entrati in una nuova stagione quando invece la dura realtà quotidiana ricomparirà presto sul proscenio della nostra esistenza. Di tante e tante notizie di questa placida carnevalesca domenica, una è passata quasi sotto silenzio: il comune di Prato restituirà il gettito dell’IMU, sotto forma di contributo, ad un po’ di quei cittadini che si sono svenati per pagarlo.

A prima vista sembrerebbe una boutade berlusconiana destinata forse a restare lettera morta; ma in questo caso non è promettere: è fare! Questa giunta ci ha dimostrato che, al di la delle battutine che qualcuno può fare sui social network, esiste la concreta possibilità di sovvertire certe regole che per troppo tempo ci hanno annichilito, lasciando la città in balia di quei poteri economici che invisibilmente ma costantemente hanno manovrato quasi sempre a scapito dei cittadini.Quindi, dopo la lotta contro l’annessione alla città metropolitana, dopo le lotte all’illegalità del distretto parallelo e alle soverchierie della giunta regionale, dopo il riassetto di bilancio e dopo lo stop ad appalti senza gara che servivano principalmente per beneficiare gli amici degli amici, ecco adesso la restituzione dell’IMU sulla prima casa. Un impegno enorme in questi tempi di difficoltà, reso possibile dal lavoro della Giunta comunale e dalla volontà del sindaco Cenni di persistere nel non frugare in tasca ai cittadini, già attuato non aumentando l’IMU. Un fondo di solidarietà di 200.000 euro consentirà di poter rimborsare circa 150/200 euro a un migliaio di famiglie che non rientrano nelle categorie delle case di lusso, che non risultano proprietarie di altre case in Italia e che posseggono un reddito Isee inferiore a 36.151,98, che è quello fissato dalla Regione come soglia per l’esenzione dai ticket. Questo è ciò che si dice “stare dalla parte del cittadino” ed è questo ciò che differenzia questa amministrazione dai tanti vanagloriosi predicatori dell’ovvio. Chi sono? Facile riconoscerli: amano riflettersi nelle scintillanti vetrine dei comitati elettorali, pieni di sorrisi di circostanza e battutine vuote da avanspettacolo buone solo per assemblee nei circoli, e fanno visite pastorali nel centro cittadino con il pezzo da novanta giunto da Roma ad aiutarli a batter la grancassa.

La gente deve capire e sapere cosa questa giunta sta realmente facendo, e il messaggio deve arrivare forte a tutti specialmente amplificato da chi, avendone a disposizione gli strumenti, è preposto istituzionalmente a tale compito. Tutti devono conoscere questa concretezza e questi risultati proprio adesso, in piena campagna elettorale, per esigere che Prato sia tenuta nella stessa considerazione dagli eletti della prossima legislatura, anche se la maggioranza delle persone resta terribilmente disillusa da questa élite di potere sentendosi tradita dai partiti che si apparentano fra loro in promiscuo sadomasochismo, amaramente diffidenti l’un l’altro, con assembramenti di liste e listarelle piene di soluzioni opache e soffocanti. I pratesi hanno ancora quel sentimento un po’ masochista che li porta inesorabilmente verso chi hanno sempre votato, per vecchia abitudine o tappandosi il naso, o ad esprimersi contro il sistema in un livido scontento irrisolto; questa mentalità si può cambiare non con le promesse e con gli slogan, ma con cose fatte e realizzate che stiano sotto gli occhi di tutti. Queste lotte per il bene comune, come quella per una sanità più equa ed efficiente, e certe iniziative di risonanza nazionale come appunto la restituzione dell’IMU, devono arrivare alla “pancia” dei cittadini che si mettono in fila per pagare le tasse e devono poter essere lette dalla gente comune per quel che sono: grandi vittorie del buon amministrare. Perché come diceva Nietzsche: «Lasciare accadere un male che si può impedire vuol dire praticamente commetterlo».

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