illusionSpesso ci imbattiamo in parole ed in associazioni di parole che colpiscono immediatamente la nostra attenzione. Tali sono gli ossimori ed uno in particolare è quello usato per indicare la futura nuova pista dell’aeroporto di Peretola: parallela convergente.

Qual meraviglia, una parallela che converge, in barba a millenni di geometria euclidea per la quale due rette parallele non si incontrano mai. Nel caso dell’ampliamento dell’aeroporto però ci balzano agli occhi strane “convergenze parallele”.

Fra le tante prese di posizione contro la pista targata Regione-Comune di Firenze si annoverano quelle del Sindaco di Prato Roberto Cenni e del Presidente della Provincia Lamberto Gestri, così come quelle della stragrande maggioranza dei sindaci della piana e di tutte la associazioni ambientaliste. Ci sfugge però quella della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Prato. Anzi ci par proprio di capire che la stessa, insieme all’Unione Industriale, sia più favorevole che contraria. Ed il perché è ovvio, sta tutto in un numero: 5,11% di azioni della società Aeroporto di Firenze S.p.A. detenuta dalla Camera di Prato. In forza di tale percentuale, nel CdA della società Aeroporto siede Carlo Longo ex presidente della Camera di Commercio alla quale era approdato dopo la presidenza dell’Unione Industriale. Prima di lui, nel medesimo board “aeroportuale” in precedenza sedeva Luca Rinfreschi e dopo gli succederà sicuramente l’attuale presidente di CCIAA Luca Giusti.

La Camera di Commercio di Prato è arrivata a detenere l’attuale pacchetto azionario a seguito dell’acquisto di parte delle azioni vendute da Fondiaria-SAI, ex proprietà della famiglia Ligresti ed adesso nella galassia Unipol; l’altra parte è stata acquistata dalla sorella Camera di Commercio di Firenze. E’ curioso notare il prezzo di acquisto, le azioni sono state pagate 11,4 euro ciascuna da parte della Camera di Commercio di Firenze e 13,88 euro da parte della Camera di Commercio di Prato, a fronte del valore di mercato intorno agli 8,5 euro, corrente al momento dell’acquisto. Misteri dell’alta finanza che ricordano da vicino altre acquisizioni avvenute in terra toscana, dove una famosa banca diviene proprietaria di un’altra ad un prezzo notevolmente più alto di quello reale e badate bene che questa famosa banca è anche azionista dell’Aeroporto di Firenze.

Torniamo alla composizione societaria di AdF: azionista di maggioranza è la Aeroporti Holding Srl, controllata dal fondo F2i di Vito Gamberale. Proprio quello indagato per la “bretella fantasma” Prato-Signa (con posizione stralciata nel corso delle indagini), indagato assieme all’ex Assessore Regionale all’urbanistica Riccardo Conti. Nel 2010, alla scadenza del suo secondo mandato, l’ex assessore aveva assunto l’incarico di responsabile nazionale per le infrastrutture del Partito Democratico. Lo ha dichiarato a suo tempo ai pm Giuseppina Mione e Luca Turco il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. E questo è il motivo per cui Conti, ora consigliere d’amministrazione del fondo di investimenti F2i – si avete letto bene – è sotto inchiesta per illecito finanziamento della attività politica.
L’amministratore delegato di una società che investe in infrastrutture indagato assieme ad un politico PD ed ex assessore all’urbanistica, per la costruzione di una strada che non è mai stata realizzata ma per la quale la regione ha stanziato la bellezza di 29 milioni di euro e gli stessi due soggetti hanno interessi nell’ampliamento della pista di Peretola in quanto e di fatto azionisti di maggioranza di AdF, tramite la Holding ed il fondo F2i. E per giunta il Conti, vicino a Massimo D’Alema, pare sia stato nominato nel board di F2i nientepopodimeno che dal Monte dei Paschi di Siena, azionista del fondo stesso e anche di Aeroporto di Firenze.

Che strane convergenze, quali parallelismi, altro che pista dell’aeroporto, della quale però vogliamo tornare a parlare. Lo studio dell’ENAV aveva individuato due possibili soluzioni: quella obliqua ed appunto la famosa parallela-convergente. La prima con una direzione da sud-ovest a nord-est e la seconda con una direzione pressoché parallela all’autostrada Firenze-Mare.
La pista obliqua, come da relazione dell’Enav, avrebbe interessato con le rotte di decollo ed atterraggio la città di Firenze, mentre quella parallela-convergente investirebbe praticamente tutta la piana fra Firenze e Pistoia ed in particolar modo il territorio di Prato; ma chi se ne frega, tanto la Regione, oltre ad essere Firenze-centrica, c’ha pronto un bello studio dell’Arpat dove si dice che agli abitanti non accadrà un bel nulla, anzi ne troveranno giovamento, come dice il Presidente della Regione Enrico Rossi, perché gli aerei fanno meno rumore ed inquinano meno della Declassata nel tratto urbano di Prato. Da notare che la pista obliqua, cosi come quella attuale, guarda caso si incuneano nella zona di Castello, dove sono presenti i terreni di proprietà Fondiaria-SAI, noti alle cronache per l’inchiesta recentemente conclusasi con l’assoluzione «per non aver commesso il fatto» dell’ex presidente onorario di Fondiaria-Sai, Salvatore Ligresti, della stessa Fondiaria-Sai, dell’ex assessore comunale di Firenze Graziano Cioni, nell’ambito del processo sulla trasformazione urbanistica dei 170 ettari dell’area di Castello.

Come vedete i nomi son sempre gli stessi, tutti gravitano intorno all’aeroporto di Firenze, tutti mirano al proprio profitto ignorando la salute ed il benessere dei cittadini, in sfregio alla natura ed alla tutela del territorio. Tutti convergono parallelamente.

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