lupo00COME ANDÒ CHE IL LUPO CATTIVO – CHE CATTIVO NON ERA – CACCIÒ VIA I QUATTRO PORCELLINI E LA FATTORIA TORNÒ AI FASTI CHE FURONO.

C’era una volta… “Un re!” Diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato.

C’era una volta un piccolo villaggio chiamato Lawn, dove c’era una bella fattoria in cui vivevano tre paffuti porcellini: i loro nomi erano Berth, Ann e Smooth. Berth ed Ann ebbero un figlio che fu chiamato Sage, mentre Smooth pur non avendone dei suoi diceva di amarne tanti di paesi lontani.I quattro porcellini vivevano in un bel porcile, e con loro nella fattoria abitavano tanti altri animali straordinari. Ma i quattro divennero avidi e iniziarono ad approfittarsi dei beni della fattoria e a sperperarli. Il loro trogolo era sempre stracolmo, mentre gli altri animali dovevano accontentarsi dei loro resti ed erano maltrattati e soggiogati.
In poco tempo la fattoria andò in rovina, Smooth si intascava i guadagni degli altri animali, Berth vendeva gli animali ad altri contadini e Sage lasciava che rovi e sporcizia crescessero da tutte le parti. Ma era Ann che diceva agli altri tre cosa dovevan fare. In poco tempo la fattoria divenne terreno di caccia di predoni e furfanti.

Un giorno un nobile cavaliere giunse nel villaggio. Quel piccolo reame era governato da sessanta secoli da una dinastia assoluta e sanguinaria. Anche se apparentemente i despoti venivano contestati, in verità esisteva un accordo fra le corporazioni dei mestieri, gli ordini religiosi, i banchieri e le sette. La leggenda vuole che tale Patto scellerato fosse stato siglato su di un libro invisibile con lettere di titanio. Il cavaliere, libero dal Patto, cominciò ad ascoltare il popolo vessato che in cambio lo appoggiò e riuscì a farlo salire al trono. I tiranni spodestati, iratissimi, invocarono la fata Judicia, che lanciò un incantesimo al cavaliere e lo condannò a vivere con le sembianze di un lupo feroce. Nonostante l’aspetto spaventoso in lui batteva ancora il cuore nobile del cavaliere che fu e, contrariamente a tutti i lupi delle fiabe, questo veramente cattivo non lo era.

Il fato volle che il lupo un dì incontrasse una giovine e saggia fanciulla di nome Maple, esperta in alchimia e dotata di grande volontà e animo limpido, che riusciva a far bene qualunque cosa le venisse proposta. La ragazza, vedendo negli occhi del lupo la bontà del suo animo, gli raccontò la storia della fattoria e delle condizioni in cui era stata ridotta dai quattro porcellini. Il lupo, commosso dal racconto, benché di animo docile corse infuriato alla fattoria e con l’aiuto della fata Judicia cacciò via i porcellini, liberando dal giogo tutti gli altri animali. Poi nominò la ragazza duchessa della fattoria, e lei ebbe cura dei poveri animali che aveva visto soffrire un tal supplizio. La fanciulla, insieme a tanti bravi contadini vecchi e nuovi, si rimboccò le maniche e con grande impegno e fatica iniziò a ripulire quel triste ambiente.

I quattro porcellini dopo la cacciata dalla fattoria rimasero nei pressi del villaggio. Grugnivano, piangevano e si lamentavano della disgrazia che era loro toccata in sorte. Gridavano a voce forte: al lupo! Al lupo! Nonostante l’incessante cantilena e qualche credulone che ogni tanto seguiva il berciare porcino, nessuno più si curava di loro: il regno era saldamente in mano al lupo e la fattoria tornò ad essere ciò che un dì era stata, un luogo meraviglioso dove gli animali e gli uomini vivono felici, senza violenze, prevaricazioni, sporcizia e malcostume. Un luogo di festa e tranquillità amato da tutto il popolo del villaggio.
Dei quattro porcelli in breve tempo fu dimenticata l’esistenza. Inghiottiti dalle nebbie dell’oblio vagarono per il resto della loro miserabile vita, bussando di porta in porta per raccontare la loro storia. Ma nessuno li credette.

La morale di questa fiaba è: non sempre chi viene dipinto come cattivo effettivamente lo è, mentre molto spesso dietro la pelle rosa e la ciccia simpatica di quattro bei porcelli si cela la peggiore feccia di questo mondo.

Adesso dormite cari ragazzi, dormite tranquilli: un lupo falsamente accusato di essere cattivo veglierà su di voi.

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