321553_10200589254567577_1785842980_n“Ne uccide più la lingua che la spada”.
Noi lo sappiamo bene, tant’è che la nostra lingua è pungente come un fioretto. Però essere apostrofati come “fascisti vigliacchi” e minacciati di essere prima querelati e poi presi a labbrate, cosa mai accaduta finora, ci fa capire che tipo di persone abbiamo di fronte e che le vie di fatto sono le risposte che esse preferiscono, quando sono evidentemente a corto di argomenti.

Sono le stesse persone che pretendono di dire ciò che vogliono senza possibilità di contraddittorio: ti bannano con la velocità di un lampo, se sei in disaccordo con loro.
Sono così coraggiosi rispetto a noi che vengono a scrivere sulle nostre pagine e ci mandano messaggi privati, sicuri che noi non potremo mai fare altrettanto, non potremo mai rispondere direttamente, perché impeditoci dalle restrizioni che hanno impostato nei loro profili.
E se osservate le loro finestre nel mondo dei social network, le trovate colme di rabbia, livore ed offese nei confronti dei loro “nemici”. E di nemici ne hanno tanti perchè se li creano ad arte e di continuo: ieri quelli di destra ed i credenti nel Dio che loro invece aborrano e bestemmiano, oggi un giovane sindaco ed i promotori di un rinnovamento interno al loro stesso partito, oppure i cittadini che stufi della vecchia politica hanno scelto di dare voce ad un movimento guidato da un ex comico.
Sono il tipico esempio di un mondo che sta collassando, fulgidi rappresentanti di un veterocomunismo che, come vediamo dagli eventi politici delle ultime ore, è giunto al definitivo capolinea.
Pertanto non ci rimane che augurare a questi anacronistici “guerriglieri” il riposo che si meritano, solitari ai tavoli di un circolo di periferia, immersi nei ricordi dei bei tempi che furono. Pensionati in un presente ed in un futuro che li dimenticherà per sempre

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