piramidefeudaleIl silenzio dei valvassori.
di Giacomo Fiaschi

Nel sistema feudale i Valvassori erano i vassalli minori a cui veniva concesso un beneficio in cambio di fedeltà vitalizia verso il proprio signore. (Wikipedia)

C’è una domanda che mi pongo da qualche giorno, ossia da quando a Roma hanno deciso di dar vita al governo delle cosiddette larghe intese, ed è questa: se il governo centrale del nostro paese nasce dalla volontà di soprassedere al conflitto che oppone due forze politiche, PD e PDL, per garantire un governo alla nazione, cosa faranno localmente questi due partiti? Continueranno a farsi la guerra in periferia e andranno d’accordo al centro?

E, se così fosse, non verrebbe a crearsi una situazione di ingovernabilità dal momento che il paese è uno e le ricadute delle decisioni prese al centro sulle realtà periferiche (vedi quella sull’IMU) saranno oggetto di conflitto fisiologico fra maggioranza e opposizione, nella maggior parte dei casi rappresentate dagli stessi due partiti che sono alleati nel governo centrale stesso?

Passi quando si tratta di lievi e trascurabili sfumature che possono sempre risolversi in un abbassamento di toni, ma a Prato, giusto per fare un esempio, dove la contrapposizione è sempre stata (almeno fino ad oggi) caratterizzata da toni decisamente forti, che hanno intenzione di fare i responsabili delle segreterie del PD e del PDL? Andare avanti come se nulla fosse?

Non ho idea di quanto potrà durare il Governo presieduto dall’onorevole Enrico Letta e “vicepresieduto” dall’onorevole Angelino Alfano. Potrebbe aver vita come il Gesù Bambin di Castelnuovo o durare anche il tempo dell’intera legislatura.
Tutto è possibile nel Paese dei Campanelli.
Ma è presumibile che duri almeno un anno o due, giusto il tempo per fare, almeno, quelle due o tre cosette indispensabili per non rimandare tutti a casa e tornare alle urne il prima possibile, cosa vista -chissà perché- come una iattura nazionale.

In questo caso mi chiedo con quali schieramenti arriveremo alle elezioni amministrative del 2014.

Credo che a nessuno sfugga il fatto che sarebbe leggermente ridicolo, per non dire di peggio, presentarsi contrapposti su tutto il territorio nazionale mentre al centro si va a braccetto. Se così fosse avrebbero non una ma un miliardo di ragioni quanti sostengono che l’alleanza di governo altro non è che un miserabile inciucio. In questo caso neppure il più eroico militante pratese del PD o del PDL potrebbe ragionevolmente pensare di combattere in una campagna elettorale che si trasformerebbe inevitabilmente in un massacro morale prima ancora che politico.

E allora, cosa dicono i responsabili delle segreterie locali del PD e del PDL? E cosa hanno in mente di fare i capogruppo del PD e del PDL in consiglio comunale? Far finta che non sia successo nulla e andare avanti come sono andati avanti sino ad ora? E come giustificherebbero una cosa del genere, con la solita solfa che “una cosa è il governo nazionale e un’altra cosa quello locale”?
Se così fosse allora farebbero meglio a far le valigie subito, con un anno di anticipo. Si risparmierebbero molti inutili dolori.

Per ora stanno “zitti come pucini”, come si dice a Prato. E non fanno certo una bella figura. Ma questa figura di oggi non è nulla rispetto a quella che dovranno prepararsi a fare fra qualche mese -sempre che questo governo resista, beninteso- quando inizierà l’anteprima della campagna elettorale.

Il loro silenzio è, a dir poco, imbarazzante e svela impietosamente le difficoltà crescenti nel gestire il proprio ruolo di valvassori di un sistema feudale ormai inadeguato ad esprimere la cultura di un elettorato dal quale si sono allontanati sempre più, giorno dopo giorno, e che li sta prendendo a pesci in faccia ad ogni tornata elettorale.

Ci dicano oggi, senza perdere e farci perdere tempo, i responsabili del PD e del PDL pratesi, che diavolo hanno intenzione di fare al riguardo.

Se non lo faranno, peggio per loro. I pratesi di pazienza ne hanno avuta fin troppa in più di sessant’anni di manovre e giochi di palazzo che sono costati cari alla città e ai suoi abitanti.

E se poi, mettiamo il caso, avessero immaginato di presentarsi alle prossime elezioni quatti quatti lemme lemme lasciando grigliare ben bene il sindaco Cenni che se la deve vedere ogni giorno con l’opposizione da una parte e i malpancisti della coalizione dall’altra, per presentarsi, magari, con un deus gingillinus ex machina che vada bene ad entrambi e che suggelli il patto di titanio ad infinitum?
Ebben, in questo caso lorsignori avrebbero fatto male i loro conti.

E chi sbaglia a fare i conti, si sa, va poco lontano, persino nel Feudo della val di Bisenzio.

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