20130511-163354.jpgÈ molto semplice, ed è uno degli “sport” nazionali più praticati. Direte voi, che cosa? Stare alla finestra a guardare ciò che gli altri fanno ed essere sempre pronti alla critica più feroce.
Non c’è azione umana che non possa essere criticata: basta mettersi li con molto impegno a cercare fra le righe ciò che serve a costruire un teorema capace di demolire anche il risultato più brillante.

Per fare ciò in genere si usano dati parziali, frasi estrapolate dal contesto, numeri anonimi che, manipolati ad arte, danno ad intendere l’esatto contrario di quello che in origine rappresentavano.
Tutti siamo capaci, per il nostro tornaconto, per tirar l’acqua al nostro mulino, di dotarci di una lente deformante che ci faccia leggere la realtà nella maniera che a noi interessa; e con quelle parole modificate montare la polemica, generare la critica e infangare l’avversario.
È il classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: ci sarà sempre qualcuno pronto a stracciarsi le vesti per dimostrare che sia mezzo vuoto e che il vino al suo interno sia pure scadente.
Se si vuol mettere in difficoltà un produttore di vino basta cercare di influenzare i giudizi dei critici delle guide: tre bicchieri e sei nell’olimpo; uno o addirittura nessuno e non sei degno nemmeno dello scaffale del discount.
Nel nostro caso però la critica viene da chi ha sempre bevuto vini diversi, senza preoccuparsi troppo della qualità ma cercando sempre quello che in quel momento andava per la maggiore, o che magari offriva più buoni sconto da spendere in qualche modo. Ma noi, che assaggiamo quel vino da quattro anni, ci accorgiamo che ogni anno che passa diventa migliore, segno che chi lo produce sta diventando sempre più esperto, dopo che per tanti, troppi anni, c’è stata una gestione dissennata e personalistica della vigna, tesa solo al maggior profitto del mezzadro di turno.
Pertanto non ci curiamo di questi critici da guida enogastronomica di provincia, che vorrebbero per forza relegarlo nello scaffale del supermercato. Noi quel vino lo mettiamo fra le migliori bottiglie della nostra cantina, ed ogni volta che incontriamo chi lo produce e cura con passione e sacrificio gli diciamo: avanti così, noi ti apprezziamo e con il tuo vino brindiamo a questi “spietati critici” che intenderebbero disprezzarti ma sotto sotto invece rosicano per non aver ottenuto i tuoi risultati.

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