imageSentiamo parlare ogni giorno della necessità di recuperare gli antichi mestieri che sono scomparsi nel secolo scorso a seguito della progressiva industrializzazione.

E’, certamente, un’azione di recupero importante, specie oggi che la disoccupazione ha lasciato senza lavoro centinaia di migliaia di persone che si sono ritrovate da un giorno all’altro senza sapere cosa fare e, purtroppo sempre più spesso, con il problema di rimettere insieme il pranzo con la cena.

Fra questi antichi mestieri ce ne sono alcuni come quello del falegname, del sarto o del calzolaio, la cui pubblica utilità oggi appare sempre più evidente. Pensiamo a quanti rifiuti in meno potrebbero esserci se solo si potesse trovare chi sa riparare o riadattare un mobile in legno, un paio di scarpe o degli abiti che, con una riparazione o con qualche ritocco potrebbero essere ancora indossati decentemente o non apparire troppo fuori moda.

Ma ce ne sono anche altri che, a causa delle mutate condizioni di vita non potranno essere, almeno per ora, recuperati. Di questi vengono a mente quello di carbonaio e di spazzacamino, per esempio.

E ce ne sono, infine, altri che, pur non essendo più praticabili nella loro forma ordinaria, possono essere recuperati grazie alla potenza del web, che permette di valorizzarli enormemente lasciandone inalterata la specializzazione ed esaltandone le caratteristiche essenziali.

Ce n’è uno in particolare che dal web non solo ha ricevuto nuova linfa vitale ma ha ottenuto il risultato di veder potenziare all’infinito la propria espansione, tanto che possiamo affermare senza la minima ombra di dubbio che si è piazzato al primo posto con risultati sbalorditivi in termini di visibilità. Stiamo parlando del mestiere di merdaiolo, ossia di  chi, una volta, era addetto a spazzare gli escrementi nelle strade o nelle stalle .

Questo antico mestiere è stato indubbiamente riabilitato dal web, che lo ha riportato alle antiche glorie permettendo a milioni di persone sparse in tutto il mondo di riappropriarsi orgogliosamente della propria identità di –absit, igitur, iniuria verbo– merdaioli.

Citiamone alcuni esempi di eccellenza:

Dagospia,

Gossipblitz,

Majanogossip,

Blitzquotidiano.

E potremmo andare avanti all’infinito, solo restando in Italia.

Ma in questa categoria è doveroso citarne uno che, pur non essendo fra i più gettonati, ha certamente tutte le carte in regola per ambire alla palma d’oro del settore:

Liber@mentePrato.

In questo caso siamo di fronte a un esempio straordinario di come sia possibile riuscire non solo e non tanto a raccogliere e spargere la materia prima, ma soprattutto (e qui sta il merito) di saper trasformare in essa tutto ciò che càpita sotto mano.

Bisogna, in conclusione, riconoscere che per il merdaiolo (re-absit iniuria verbo!) il web non è stato solo l’ancora di salvezza che ha riportato in auge un antico mestiere, ma il mezzo che ne ha fatto, rinnovandone l’identità dopo averla rigenerata ad usum cyberneticum, un autentico protagonista del nuovo ordine mondiale che sta facendo piazza pulita (si fa per dire) della vecchia e logora democrazia.

In alto cuori, cittadini, siamo entrati nel terzo millennio all’insegna di un nuovo regime, quello della Merdocrazia: Liber@menteMerda!

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