faggiiiiNon voglio addentrarmi sulla questione dei Rom sgombrati da viale marconi. Non voglio dire cosa sia stato giusto e cosa sbagliato, cosa sia stato fatto prima e cosa invece è stato fatto adesso. Lascio volentieri queste considerazioni a gli urlanti caratteristi della scena politica cittadina, soffermandomi solo su un particolare talmente agghiacciante che Crozza nell’imitazione del CT Antonio Conte, non renderebbe bene l’idea.

Sto parlando del comunicato ufficiale del comune di Prato che riguarda proprio lo sgombero dei rom e il ripristino a verde pubblico dell’area, ma soprattutto voglio parlare delle parole dette, confermate e riportate in calce nel comunicato, specialmente laddove si legge “Non accetto lezioni da chi per anni ha lasciato che quella zona diventasse punto di riferimento anche per i Rom che arrivavano a Prato prevalentemente per delinquere” Prevalentemente per delinquere??

Forse chi ha pronunciato queste parole è un nostalgico del ventennio o un repubblichino della defunta X Mas del principe Borghese? Oppure, più modestamente, si tratta di un uomo-dio che ha il potere di giudicare la razza umana?

Una volta si soleva usare l’espressione “utile idiota” e la storia insegna che esiste ancora questo tipo di soggetto in ogni Stato, in ogni Parlamento, in ogni governo e nel nostro piccolo, perfino a Prato. Cambiano verso come fosse un hastag ma si tratta sempre di utili razzisti, di utili fascisti mascherati, molto spesso anche idioti, che esercitano un potere sostitutivo  distraendo gli spettatori mentre il suo padrone agisce nell’ombra come un mago fa i suoi squallidi stratagemmi o mentre il baro trucca le carte. Tutta qui la grande utopia populista della sinistra pratese.
Si tratta del solito oltraggio, del solito affronto fin troppo scoperto e fin troppo razzista, commesso dai soliti cialtroni e permesso dai soliti irreprensibili, che li hanno prima allevati, poi ammessi, poi coperti e poi legittimati, per la complice opportunità di tutelare privilegi, rendite di posizione, impotenza a governare, o semplicemente perché imposti dal partito. Tutto tace a sinistra e nessuno si indigna. Ne blogger compiacenti, ne vecchi ecologisti trombati, ne maestrine dalla penna rossa sempre pronta quando si tratta di scrivere alla UNAR, ne assessori pseudo civici, ne dirigenti con pizzetto e amanti a 5 stelle.

Allora ecco che in questo silenzio assenso del PD pratese mi sono tornate alla mente le parole del mio amico Ermanno Rea che ebbe a scrivere: “Non ho sen­tito echeg­giare una sola parola di tipo pro­po­si­tivo, e ancor meno rela­tiva agli errori com­messi, ai com­por­ta­menti sba­gliati, alle debo­lezze anche di tipo etico mostrate, si badi, non sol­tanto da que­sta o da quella orga­niz­za­zione poli­tica ma dai sin­goli, da tutti noi”  

E allora di fronte all’uomo-dio che tutto sa delle miserie umane, che riconosce i giusti dai peccatori, gli onesti dagli spacciatori, che fa come quel maiale che dà di porco alla colomba, bisogna fare come i pescatori e abituarsi a infilare le mani nei sacchi delle camole, ossia delle larve di mosca: non c’è giorno, con questa gente al governo cittadino, che un nuovo verminaio non venga alla luce

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