spiriticaStavo prendendo il mio solito caffè macchiato in tazza grande, nello splendido nuovo scenario di Piazza delle Carceri quando un gruppuscolo di persone dal fare bizzarro ha rapito la mia attenzione, distogliendo il mio sguardo dalla quotidiana lettura di Repubblica. Incuriosito mi sono messo a seguirli fino in Piazza del Comune, dove questi strani tipi hanno indossato camici bianchi e tirato fuori di borsa strani apparecchi. Con lo sguardo perso come il Bacchino della omonima fontana osservando i maneggi, non ho potuto fare a meno di chiedere cosa diamine stessero facendo. Educatamente questi signori mi hanno spiegato di essere della “National Ghost Uncover” e che stavano cercando tracce del fantasma di Ramon Folch de Cardona, generale di quelle soldataglie imperiali spagnole che nel 1512 compirono il Sacco di Prato. Lì per lì sono rimasto immobile nella mia incredulità, poi mi è scappata una fragorosa risata come solo il detective dei fumetti Martin Beck riesce a fare nelle le sue avventure nel paranormale. D’accordo che nella moderna fase caratterizzata dai processi di industrializzazione, il tempo moderno veda tra i suoi protagonisti proprio la figura del fantasma come inquieta deriva di un mondo non più attuale, ma contrariamente a quanto possono pensare questi eminenti scienziati, il fantasma più attuale che etimologicamente appare al cittadino non è quello dell’antico generale spagnolo ma quello che ha le attuali sembianze del sindaco di Prato. Tutto il suo percoso attuale è caratterizzato da l’ignavia di colui che non attua il potere e le decisioni che gli competono, che non fa niente di rilevante a parte qualche passerella di qua e di la facendo trasparire quella lacerante valenza di smarrimento e perdita tipica degli spiriti inquieti che sono condannati con lunghe catene.
Effettivamente non servono strumenti sofisticati per accertare la volatilità incorporea di questo sindaco e anche di questa giunta che non presenta delibere in consiglio, non si adopera per migliorare il disastroso stato della sanità cittadina, critica la precedente gestione del Settembre Pratese affidando ai soliti l’organizzazione, supporta dei candidati PD per le elezioni regionali che sembrano poltergeist e hanno facce che potrebbero figurare in Blair Witch Project e che stanno affossando la cultura tenendo chiuso il museo Pecci, svilendo il Pretorio con mostre sempre meno appetibili, offrendo al pur bravissimo Philippe Daverio la bellezza di 8.000 euro per una conferenza di qualche ora con l’opportunità per le persone di assistervi previo pagamento del biglietto!

Se non fosse per la serietà dei ricercatori insomma, si potrebbe pensare che la storiella del fantasma sia financo divertente anche se la vera storia metterebbe in luce certe evidenti forzature che finiscono per non lasciare dubbi su chi veramente stia perpetuando il vero sacco di Prato una volta smaltito l’artificio retorico.
Se davero volessimo, noi comuni mortali, aprire veramente gli occhi sui fantasmi e le ruberie nella nostra città non importerebbe una ricerca scientifica di fenomeni sovrannaturali. Basterebbe osservare bene solo come sono fenomeni certi individui che sono accusati dalla Corte dei Conti di danno erariale a danno del Comune per il periodo 2006-2009. E avere buonsenso.

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