wpid-wp-1432756288563.jpegLa prevista cementificazione del parco degli aquiloni a galcetello sta mostrando il lato peggiore di questo caravanserraglio fatto di giostrai che si muovono a cavalluccio di queste elezioni regionali. Per direttore, un sindaco in ghingheri e lustrini che urla “venghino signori!” ed esibisce ai bifolchi a bocca aperta le buffonate dei suoi accordi con il presidente della Regione Toscana Rossi e la complicità di una giunta simile a una banda di sicofanti che si muovono a ritmo di musica per ammaliare con funambolerie varie quei gonzi che ancora credono nell’anima ecologista del PD. La cementificazione e lo smembramento del territorio in comunella con la Regione somiglia a una marcetta in perfetta armonia cacofonica che abbindola soprattutto certi vecchi ecologisti che ancora non si sono accorti del tranello e che a suo tempo accorsero come tanti dervisci in massa nelle piazze a salutare in trance estatica il nuovo corso politico. Come conigli ammaestrati abituati a vivere sotto il tendone dell’acquiescenza nessuno di loro ha messo una zampa di traverso per lo scempio dovuto alla costruzione di alloggi popolari in una distesa di verde tra le più usate e amate dai pratesi. Ordunque si potrebbe obiettare che questa fosse una delibera della precedente giunta, ma ammesso e non concesso questo, perché non decidere di tirar fuori le palle e governare questa città prendendo giuste decisioni? Altrimenti non si spiega la funzione di questo manipolo di passacarte buono solo a copincollare vecchie delibere e ricevere a pioggia dei finanziamenti (per adesso solo promessi) come fossero regalie della regione per lo scemo del villaggio.
Nani e ballerine che si lasciarono condurre verso la costruzione del Parco Prato cementificando quell’area verde e rendendo così la zona congestionata dal traffico del Polo scolastico, sono nuovamente rimasti silenti come appesi ai fili dell’inutilità per il possibile nuovo assetto viario che si renderà necessario per il costruendo sottopasso al soccorso che si sommeranno agli inevitabili rischi di disastro ecologico, geologico ma soprattutto idrico dello stesso.
E che dire della madre di tutte le speculazioni e di oltraggio alla natura per la bomba ecologica rappresentata dalla deliberata nuova pista di Peretola che, al di la di tutte le valutazioni possibili, inequivocabilmente getterà catrame sul parco della piana, distruggerà un oasi faunistica, modificherà indelebilmente il territorio spostando il fosso reale? “Tutte le carte sono sui tavoli istituzionali” ci hanno detto prendendoli in mano per andare al gabinetto! Proprio come al circo, illusionisti maldestri per autentici boccaloni.

Forse se fosse ancora esistito Prato Partecipa i cittadini avrebbero avuto più autorevole voce verso l’amministrazione anziché riunirsi in comitati di arrabbiati contrapposizionisti. Chissà. Di sicuro c’è che la libertà partecipativa è andata in cavalleria tacitata e chiusa da questa sinistra che mostra sempre più il volto arrogante del potere e l’inania servile dei peggiori lacchè.
Tutto questo per dire che la situazione è tanto grave quanto poco seria per l’ ennesima figuraccia di coloro che preferiscono lanciare hashtag ammiccanti anziché adoperarsi veramente per un #altrastoria.

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