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imageSentiamo parlare ogni giorno della necessità di recuperare gli antichi mestieri che sono scomparsi nel secolo scorso a seguito della progressiva industrializzazione.

E’, certamente, un’azione di recupero importante, specie oggi che la disoccupazione ha lasciato senza lavoro centinaia di migliaia di persone che si sono ritrovate da un giorno all’altro senza sapere cosa fare e, purtroppo sempre più spesso, con il problema di rimettere insieme il pranzo con la cena. Leggi il seguito di questo post »

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20130511-163354.jpgÈ molto semplice, ed è uno degli “sport” nazionali più praticati. Direte voi, che cosa? Stare alla finestra a guardare ciò che gli altri fanno ed essere sempre pronti alla critica più feroce.
Non c’è azione umana che non possa essere criticata: basta mettersi li con molto impegno a cercare fra le righe ciò che serve a costruire un teorema capace di demolire anche il risultato più brillante.
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x forteto

di Amos Bindolo Pratesi

Credo che la vicenda del Forteto sia lo specchio dell’Italia.
Fino al doppio servizio delle Iene la notizia girava solo fra pochi intimi, al massimo fra le persone che volevano per forza informarsi. Ma anche adesso che è stata resa più pubblica mi pare che poco sia cambiato. Leggi il seguito di questo post »

321553_10200589254567577_1785842980_n“Ne uccide più la lingua che la spada”.
Noi lo sappiamo bene, tant’è che la nostra lingua è pungente come un fioretto. Però essere apostrofati come “fascisti vigliacchi” e minacciati di essere prima querelati e poi presi a labbrate, cosa mai accaduta finora, ci fa capire che tipo di persone abbiamo di fronte e che le vie di fatto sono le risposte che esse preferiscono, quando sono evidentemente a corto di argomenti.

Jan Vermeer, Ragazza che legge una lettera, 1657.

Jan Vermeer, Ragazza che legge una lettera, 1657.

La stanza di Antonella

di Antonella Sarno

Ricordo che quand’ero piccola un piazzista di libri passava di casa in casa per vendere un prodotto fantastico. Lo presentava proprio così ai nostri genitori, e gli rassicurava del fatto che solo comprando questa meraviglia saremmo diventati intelligenti. Quindi medici, avvocati e anche ragionieri e geometri. Nessuno di noi insomma si sarebbe ritrovato al telaio. Leggi il seguito di questo post »

lupo00COME ANDÒ CHE IL LUPO CATTIVO – CHE CATTIVO NON ERA – CACCIÒ VIA I QUATTRO PORCELLINI E LA FATTORIA TORNÒ AI FASTI CHE FURONO.

C’era una volta… “Un re!” Diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato.

C’era una volta un piccolo villaggio chiamato Lawn, dove c’era una bella fattoria in cui vivevano tre paffuti porcellini: i loro nomi erano Berth, Ann e Smooth. Berth ed Ann ebbero un figlio che fu chiamato Sage, mentre Smooth pur non avendone dei suoi diceva di amarne tanti di paesi lontani. Leggi il seguito di questo post »

pamela_bicchiRiceviamo e pubblichiamo

Galceti, 6 aprile 2013.

Anche oggi, complice (finalmente!) un po’ di sole, si è registrata un’affluenza record al CSN, come non si vedeva da tempo, andando a confermare l’onda di presenze costantemente crescente. Leggi il seguito di questo post »

imagesCerto fa più clamore e stuzzica il popolo la notizia dell’utilizzo di un auto del comune condotta da un agente della municipale oppure la mancata presenza della segretaria comunale al consiglio straordinario da lei stessa richiesto, piuttosto che il risparmio di 800 mila euro l’anno ottenuto dalla riduzione dei dirigenti e dall’accorpamento delle funzioni di segretario e direttore generale del comune. Leggi il seguito di questo post »

illusionSpesso ci imbattiamo in parole ed in associazioni di parole che colpiscono immediatamente la nostra attenzione. Tali sono gli ossimori ed uno in particolare è quello usato per indicare la futura nuova pista dell’aeroporto di Peretola: parallela convergente.

Qual meraviglia, una parallela che converge, in barba a millenni di geometria euclidea per la quale due rette parallele non si incontrano mai. Nel caso dell’ampliamento dell’aeroporto però ci balzano agli occhi strane “convergenze parallele”.

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VermeerLa stanza di Antonella

di Antonella Sarno

Solo pochi giorni fa un’amica in un commento mi chiarì questa idea. E cioè che non è bello prendere a prestito citazioni e frasi altrui. Si rischia di mancare di fantasia e originalità, appiattire questo spazio virtuale che diventa interessante solo se arricchito di personalità e idee confezionate ogni volta, e a modo, sull’opportuno argomento. Non sono completamente d’accordo. Ci sono frasi, aforismi o semplici locuzioni verbali che hanno in sé l’universo e anche la capacità di spiegarlo. Sono un capolavoro di sintesi e incisività. Citarle significa affidarsi all’assoluto che non può avere appello. Perché nella loro semplicità arrivano dirette e colpiscono il centro del problema. A volte colpiscono giustamente anche il centro del cuore. E così deve essere, io credo, per ogni verità.
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