Archivi per la categoria: La Stanza di Antonella

WCENTER 0JICCBQMAC                FOTO ANGELO CARCONI / TOIATI CRONACA - IL MESSAGGERO DISAGI DEI PAZIENTI ALL' OSPEDALE SAN GIOVANNI

Pochi giorni ci separano dalle elezioni e i candidati, come nella migliore tradizione della commedia dell’arte, si mettono in riga con la loro maschera migliore e dai palcoscenici mediatici ci chiedono il voto. Le new entry si prodigano con programmi lucidi come macchine nuove, quelli vecchi di candidature moltiplicano i passaggi tra rete e TV per mostrare quanto hanno fatto di bene, chiedendo altro tempo per fare meglio. Ma tra mostrare e dimostrare c’è differenza, molta più di una semplice locuzione verbale definita. Mostrare racconta il presente, per farlo basta un video, un sorriso doppio smalto, una bella cravatta , una comoda posizione con ottima prospettiva di luce e una buona disposizione alla dialettica.  Un politico vero in fondo la possiede per natura , un politico navigato ne fa addirittura un uso strategico ogni volta che si rende necessario. Il tempo migliore in uso alle personalità dal carisma dirompente in zona elettorale è sempre il futuro, tempo facile in divenire, che essendo appunto ancora tutto in essere necessita per giusta attendibilità anche molta fede. Dimostrare invece è un tempo al passato, al quale la figura accattivante del politico che promette deve guardare con attenzione. Nel passato ci sono le azioni, le rimanenze delle vecchie propagande andate a vuoto e, peggio ancora degli scheletri minacciosi dell’irrealizzato, ci sono le brutte storie, quelle indecenti e troppo gravi per essere nascoste sotto i tappeti eleganti delle rassegne elettorali. Leggi il seguito di questo post »

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vermeer1La Stanza di Antonella
di Antonella Sarno

Non fa più notizia aprire la tv e ascoltare l’intervista di un anziano che ammette di non potersi più pagare un vitto sufficiente e il riscaldamento di casa, e figurarsi le vacanze. Non fa effetto sentirlo dire che ha indosso la stessa giacca da tre anni. Conforta ascoltarlo solo quando dice che spera ancora nel cambiamento e qualche santo sarà. Tutto passa e l’umanità, contando sui principi naturali della sua evoluzione, confida sempre su un futuro migliore. Non fa effetto nemmeno che l’intervista si svolga sotto il cielo stellato della tua città, in un’altra di quelle sere che a Prato non c’è riposo, proprio davanti ai monumenti che l’hanno resa bella. Leggi il seguito di questo post »

Jan Vermeer, Ragazza che legge una lettera, 1657.

Jan Vermeer, Ragazza che legge una lettera, 1657.

La stanza di Antonella

di Antonella Sarno

Ricordo che quand’ero piccola un piazzista di libri passava di casa in casa per vendere un prodotto fantastico. Lo presentava proprio così ai nostri genitori, e gli rassicurava del fatto che solo comprando questa meraviglia saremmo diventati intelligenti. Quindi medici, avvocati e anche ragionieri e geometri. Nessuno di noi insomma si sarebbe ritrovato al telaio. Leggi il seguito di questo post »

vermeer1La stanza di Antonella

di Antonella Sarno

Ne eravamo convinti, lo stavamo giusto aspettando, ed ecco che nel dopo elezione il progetto rinnovo aeroporto si è rimesso in moto puntuale come l’andar di corpo. Non ho nulla da dire circa il miglioramento delle infrastrutture nel nostro territorio, e ci mancherebbe! Ogni beneficio per la circolazione di idee e persone è sempre di buon auspicio per agevolare il passo alla modernità. Ne abbiamo così tanto bisogno del resto! Vero, siamo così tanto pieni di bisogni che gli addetti alla pianificazione del nostro welfare non riparano a starci dietro con idee adeguate. Lo voglio dire, ultimamente proprio con idee di merda. Qualcuno ha anche provato a spiegare i troppi contro e la scarsità dei pro. Qualcuno più esperto in economia si è anche soffermato nel chiarire la netta disparità tra dare e avere, mettendo un accento essenziale sulla variabile dei profitti e delle perdite. Sono gli stessi di sempre, sindaci, ambientalisti, addetti al territorio, il popolo tutto. Leggi il seguito di questo post »

VermeerLa stanza di Antonella

di Antonella Sarno

Solo pochi giorni fa un’amica in un commento mi chiarì questa idea. E cioè che non è bello prendere a prestito citazioni e frasi altrui. Si rischia di mancare di fantasia e originalità, appiattire questo spazio virtuale che diventa interessante solo se arricchito di personalità e idee confezionate ogni volta, e a modo, sull’opportuno argomento. Non sono completamente d’accordo. Ci sono frasi, aforismi o semplici locuzioni verbali che hanno in sé l’universo e anche la capacità di spiegarlo. Sono un capolavoro di sintesi e incisività. Citarle significa affidarsi all’assoluto che non può avere appello. Perché nella loro semplicità arrivano dirette e colpiscono il centro del problema. A volte colpiscono giustamente anche il centro del cuore. E così deve essere, io credo, per ogni verità.
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La Stanza di Antonella
di Antonella Sarno.

 

A saperle leggere, le vicende di questi ultimi mesi appaiono come quegli inutili romanzi gialli nei quali fin dalle prime pagine risulta chiaro chi è l’assassino. Prevedibili anche nei colpi di scena, non hanno bisogno di ardue tessiture letterarie perché il delitto risulta comunque scontato, patetico e risibile, e non ti invita ad andare oltre. Una vera noia anche per gli amanti del genere.Detto ciò, non poteva succedere che un cambiamento di tale misura , avvenuto in un mondo oscuro fatto di regole datate e ferree, fosse indolore e magari passasse anche con l’onore delle armi. Tutti i regimi infatti hanno radici lontane, e per garantirsi longevità affondano le barbe in un comune limo, putrido ma ricco di nutrimento, capace di alimentare le collusioni , agevolare le situazioni, garantire la sopravvivenza anche nei casi più avversi. Nella attesa certa di albe migliori. Leggi il seguito di questo post »

La Stanza di Antonella
di Antonella Sarno

Viviamo tempi tristi. Né oscuri né disperati, semplicemente tempi tristi. La tristezza è la naturale condizione di chi è costretto a vivere, a condividere, o anche semplicemente ad osservare ciò che è desolato e desolante senza poterne cambiare la sostanza o la destinazione. E la primaria radice della tristezza è l’impotenza, la considerazione che nessun impegno sarà utile al cambiamento. Leggi il seguito di questo post »

La Stanza di Antonella  di Antonella Sarno

Degli studi di storia, visti i lontani anni della scuola, mi sfuggono oramai tante cose; e difficilmente colloco le giuste date agli eventi corrispondenti. Tante altre invece sono rimaste incomprese esattamente come allora. Ad esempio i motivi di tante guerre, che non capii in quei tempi e che sono rimasti tuttora ignoti. E poi gli esili, e i tradimenti, e le disgrazie politiche delle quali non ho mai inteso la mano. Amica o nemica. Leggi il seguito di questo post »

La Stanza di Antonella   di Antonella Sarno

Ci sono parole che arrivano meglio dai giornali, si ammantano di autorità, il tono può diventare aulico e assumere addirittura le sembianze della verità assoluta. La carta stampata da sempre certifica le esternazioni e, come se fosse un organismo di assicurazione qualità, fa di ogni frase un imperativo categorico. Leggi il seguito di questo post »

La stanza di Antonella    di Antonella Sarno

I quotidiani non andrebbero mai letti al mattino presto, tra la brioche e il caffè. E’ il momento in cui siamo più indifesi. Per certe news ci vuole il pomeriggio tardi, quando certi ormoni sono in giro a stimolare l’autodifesa. Solo in questo modo si possono avere tempi di reazione certi, commentare con la dovuta indifferenza e lasciare andare la notizia nel dimenticatoio per non farsi rovinare un’altra giornata. Leggi il seguito di questo post »

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