facebook_1422033568930Stavo leggendo, come mi capita di solito dopo cena, e l’occhio mi si è posato su una news distrattamente vista sull’apposita applicazione: “il Consiglio di Stato ha chiuso la guerra del gas dando ragione al Comune di Prato“.
Mi sono messo a sorridere non tanto per la notizia in sé, ma per il destino che il più delle volte è cinico e beffardo; perché paradossalmente questa grande vittoria per il comune di Prato si trasforma automaticamente in una sconfitta per gli attuali amministratori che a suo tempo, come burattini di pezza privi di autonomia propria, fecero di tutto per contrastare la gara preferendo il persistere delo status quo che vedeva Consiag/Estra monopolista assoluto e incontrastato. Pian piano però, la mia gaiezza si è trasformata in riso amaro ripensando al connubio tra il potere economico della grande partecipata e la sinistra che ha amministrato la città in tutti questi anni. Erano e sono complici e correi, esecutori zelanti e criminali mandatari che fingono di credere alla bontà del loro operato e che stavano e ancora stanno contrastando quell’incidente di percorso voluto dall’allora sindaco Cenni.
Rido amaramente ripensando che ancora il sindaco Biffoni non ha rilasciato nessuna dichiarazione preferendo tweettare futili cose dal proprio smartphone, e ancor più rido amaro quando ripenso che proprio lui, semplice consigliere comunale d’opposizione ma prezzolato da Consiag, fece ricorso al Tar contro la la scelta di mettere a gara il servizio di fornitura del gas. Proprio lui che qualche mese fa, da sindaco, ebbe a dichiarare a proposito del mancato ricorso al Tar sull’ampliamento di Peretola, che avrebbe significato “una sconfitta politica”. Leggi il seguito di questo post »

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beffeÈ una luminosa e fredda serata di san Silvestro con cielo limpido, allietata dagli sprazzi di neve mattutini e vassoi ricolmi sulle tavole pronte per essere apparecchiate. Seduti a convivo, sicuramente aspettando raffinati tortelli di pesce o il rombo con verdure (lontani anni luce dal nazional-popolare cotechino di capodanno o dall’austero sedano alla pratese) il sindaco Matteo Biffoni, i componenti della giunta, i consiglieri di maggioranza, si apprestano a festeggiare questo primo capodanno di governo. Nell’attesa del tradizionale cenone, si starà discutendo del più e del meno davanti a un’alzata in porcellana piena di biscottini di Mattonella, bicchieri di spritz, salatini e bottiglie di prosecco come se, da un momento all’altro, dovesse materializzarsi il Cappellaio Matto a cristallizzare l’improbabile idillio ricordando a tutti che mancano poche ore alla fine di questo 2014 accomodandosi a tavola. Sicuramente, da miopi vanagloriosi, non verranno tratti sostanziali interrogativi per questi primi mesi di governo che classifica l’attuale giunta comunale come una delle più antalgiche e sciape, peggiore forse anche di quella Romagnoli, anzi si siederanno al loro tavolo imbandito consci di poter disporre di tutta la richezza offerta da questa città. Leggi il seguito di questo post »

socrateSuccedeva di sicuro anche nell’età antica dei trenta tiranni, che se uno si permetteva di criticare il governo di Atene e le misure disposte dal vigente ordine costuituito, venisse subito, sollecitato a esprimere una contromisura, un’alternativa, pena la condanna al disfattismo, all’accidiosa e inetta impotenza, alla frustrazione di sentirsi abbaiar contro coloro che avevano contribuito a far eleggere.

E figuriamoci se non succede oggi che anche il più modesto consigliere comunale, a fronte del poderoso dispiegamento di un incondizionato consenso e di un entusiasta assoggettamento di media a opinione pubblica al potere ripristinato e alla sua logica tutta veterocomunistica dell’impossibilità di opporre qualsiasi pensiero “diverso” rispetto al buon senso civico che un amministrazione cittadina dovrebbe avere. Il reo viene richiamato all’ordine e gli viene richiesto di esprimere in tempo reale opzioni e soluzioni dissimili ma immediatamente praticabili, operative, realistiche, con la pretesa nemmeno tanto sommessa che solo così si può rivendicare diritto di opinione, autonomia di giudizio, che di ascolto e partecipazione alle scelte, per legge e potenza di regime, nemmeno si parla più. Leggi il seguito di questo post »

comunisti 1Chi ha meno di 30 anni conosce poco la semantica della parola comunismo e quel poco è simile a quattro asserzioni in croce assorbite come fossero delle teorie dei giochi sviluppate dalla eccelsa mente di matematico. Oggigiorno un’intera era storica, quella dottrinale del comunismo, è divenuta una sorta di buco nero inesplicabile e abbandonato a beceri schiamazzi di una pubblicistica di infima qualità fatta di hastag imbonitori.
Eppure il comunismo, seppur morto nella ideologia, nella sostanza vive ed è in mezzo a noi! Ne abbiamo avuto una prova recente proprio a Prato, per come è stato gestito l’affaire del presidente ASM, Alessandro Canovai.

Canovai risulterebbe coinvolto in un’inchiesta della procura di Catania forse in maniera marginale, ma tanto è bastato affinché il sindaco Matteo Biffoni si sia sentito indignato e incredulo per non esserne venuto a conoscenza dal diretto interessato. Certo, il comune di Prato, socio unico e di maggioranza della azienda partecipata ha il diritto di sapere come stanno le cose ma è pur vero che il brillante Canovai mai ha messo in imbarazzo l’azienda, continuando spedito sulla strada del rinnovamento e riconversione della municipalizzata in vista delle future sfide per la gestione dei rifiuti urbani in ambito regionale. Ma come il comunismo impone, serviva una scusa banale o no, per far si che tutti, e non solo il sindaco, si sentissero obbligati a dire la loro, come ai tempi dei soviet comunisti, quando era il commissario politico a comandare anziche il responsabile del Kolchoz. Leggi il seguito di questo post »

come-riconoscere-i-bugiardi1Visto cosa è accaduto nell’ultimo consiglio comunale  chissà che scriverebbe oggi Hannah Arendt, pur facendo le doverose differenze tra delitti e crimini, assassini e soprattutto farabutti. Sarebbe davvero tentata da una puntuale indagine sul maligno successo di una personalità banale come quella del sindaco di Prato Matteo Biffoni, così scarsamente dotata di qualità, che ambienteremmo più appropriatamente in un circolo Arci di periferia a giocare a biliardino, da uno di quei finti chierici di quartiere che si guadagnano la simpatia del prete spostando le sedie alla recita parrocchiale, da uno di quei bighelloni che racconta storielle al pubblico delle feste dell’unità sul finir di luglio, che parlando fa gesti e espressioni ritmate come Totò al teatro Jovinelli , che tanto ormai il delitto è servito e il colpevole viene assolto per vizio di forma.
Ieri, nell’ultimo consiglio comunale utile per presentare un ulteriore ricorso al TAR contro l’ampliamento della pista di Peretola il sindaco Biffoni non si è limitato a dire qualche favola, ma ha semplicemente raccontato una sequenza di bugie talmente palesi, spacciandole per verità,  da non convincere per niente i consiglieri della propria lista, e che hanno fatto turare il naso perfino a metà gruppo consiliare del PD perché, per dirla alla Peppino Durgoni, la merda è sempre merda e puzza anche se coperta bene!
Se fossimo di fronte a una colonia di scarabei stercorari la cosa potrebbe sembrare perfino naturale, ma dato che siamo di fronte a persone forse con un barlume di sale in zucca, siamo indotti a pensare che si tratti di fenomeni di coprofagia. Si, quel comportamento che spinge a cibarsi di feci forse per ritualizzare qualcosa di speciale o per nascondere scomodi rifiuti. Leggi il seguito di questo post »

manipulation-manipolazioneEsiste uno spirito di sollevazione e rivolta, una protesta vociata e sbandierata da parte dei cittadini pratesi contro il piano per il nuovo aeroporto di Peretola. Esiste la consapevolezza che eravamo siamo e rimarremo sempre sudditi di Firenze e di un potere maggiore, impastati a calce in quella piramide di partito-azienda che ha da sempre governato la Toscana. Ne facciamo parte in maniera talmente inconsapevole che abbiamo giudicato gli ultimi cinque anni come fossero una virgola tra numeri cardinali.
Come Charlot che in “Tempi Moderni” rimane incastrato nell’infernale macchinario, anche noi siamo rimasti incastrati nel florilegio di menzogne che ci hanno propinato sull’effettiva azione di contrasto che il comune di Prato intende (se intende) mettere in atto contro la costruenda pista parallela. Siamo rimasti talmente abbagliati da questo fuoco fatuo di resistenza che non ci siamo accorti di ciò che veramente sta succedendo dietro le quinte. Leggi il seguito di questo post »

reStavo leggendo oggi che i bambini della 5b e 5c della scuola Poli di Cafaggio sono andati a visitare Palazzo Comunale e si sono intrattenuti con il sindaco Biffoni, con l’assessore al bilancio Faltoni e con il presidente del consiglio comunale Santi. Giusto far visitare il Palazzo ai piccoli studenti e insegnare loro il senso civico di governo cittadino, perché i bambini, si sa, sono il nostro futuro e hanno la mente ancora fertile per apprendere le cose e il dono di percepire i concetti della vita in maniera semplice, lineare e diretta. Una semplicità e un candore che però non va scambiato con una sorta di acquiescenza verso tutto ciò che viene detto da un adulto, anzi!
I bambini contemporanei, a differenza di noi figli della metà del novecento, hanno uno spirito di osservazione e un intelligenza tale da mettere in brutale imbarazzo, con domande secche e precise che pretendono risposte rapide semplici e sincere, l’interlocutore più preparato. Con altrettando semplice candore, che denota già un ragionamento logico e adulto hanno chiesto: “Quanto durano le tasse?”

Non saprei se il sindaco l’assessore o il presidente del consiglio comunale abbiano risposto con una supercazzola degna del Conte Mascetti ma sicuramente non avranno dato quella risposta soddisfacente che i bambini si sarebbero aspettato perché, paradossalmente, è molto più semplice far credere alle favole gli adulti che i bambini. Leggi il seguito di questo post »

la_verita_e_la_menzogna-1490Bugia, falsità, falso, fandonia, favola, frottola, finzione, messinscena, panzana, simulazione, bubbola, fola, invenzione, palla, cazzata,  balla, mendacio,  fanfaluca , fregnaccia, stronzata. Tutte queste parole, per quanto mi sforzi, non riesco a ricondurle a ciò che è stato dichiarato da quei civici “liberi pensatori” della sinistra radical-chic sotenitori di Biffoni che cercano accondiscenza nel governatore Rossi, circa la nuova pista di Peretola.  Rileggendo ciò che è stato scritto dal “Centro Studi Prato 2.0” mi viene difficile anche coniugarle in sinonino, tante sono le supercazzole contenenti nel documento. Bisogna essere onesti e non dimenticare nemmeno quel delizioso pinzillacchera di Totò per essere all’altezza di questi “geni” che per bramosia, ci vorrebbero far credere di esserci seduti noi, dalla parte del torto, in quanto tutti gli altri posti l’avevano già presi loro.
Ma non sono questi liberi pensatori il problema. Questi non hanno l’ ambizione di opporre la forza delle idee agli interessi costituiti, perché da cagnolini pavloviani, rimangono pur sempre legati a quella vecchia ideologia di sinistra incline al conformismo, per modello culturale e di consumo populista. Poco importa se siano usati come cavie che si arrampicano e scivolano giù dalle scalette della gabbia ideologica in cui si sono consapevolmente relegati per compiacere al padrone. E arriviamo al punto.
Biffoni sa benissimo che andare contro la pista di Peretola vuol dire andare contro i desideria del governo centrale, e Rossi sa benissimo che in quell’investitura ricevuta da Renzi, per una riconferma alla carica di governatore, può appoggiarsi al suo uomo di punta di Prato oltre che a quella trasversalità legittimata dal Patto del Nazareno.
Tutto qua. Tragicamente semplice. Leggi il seguito di questo post »

futuro E’ uso che gli attorucoli da strapazzo, quelli della compagnie erranti, per esprimere i finti sentimenti previsti dal copione debbano alzare la voce usando toni roboanti, moltiplicare le smorfie, sospirare, allargare gli occhi, versare lacrime con la cipolla, allargare la braccia, buttarsi in ginocchio e recitare sotto la guida del gobbo nascosto nel proscenio. Una pratica vecchia fin dai primordi del teatro, ma ripresa e riproposta oggi da coloro che desiderano darsi un tono ed elevarsi dall’inespressività congenita di cui sono dotati. Chissà cosa avrebbe pensato Corneille della sortita melodrammatica dell’assessora all’agenda digitale del comune di Prato quando ha messo come priorità per la scuola, l’accesso al wi-fi e alla banda larga dimenticandosi le polemiche fatte dal suo partito contro la giunta Cenni per la mancanza della palestra alla scuola media Don Bosco di Maliseti. Ci vuole proprio una bella faccia di tolla per dimenticarsi del corteo del 25 gennaio scorso voluto dal presidentissimo Giovanni Mosca e dall’allora candidato sindaco Matteo Biffoni per impegnare l’amministrazione comunale a affinché partissero i lavori per la costruzione della palestra. Leggi il seguito di questo post »

Oggi portiamo agli elettori pratesi una notizia abbastanza sconcertante. Devono prendere atto che Matteo Biffoni, l’uomo del “Cemento Zero”, è uno che ha approvato la più enorme cementificazione di sempre a Prato.

La Delibera 258 del 2004 (23 Dicembre, si noti!!!) è stata assunta alla presenza di 35 consiglieri, (i cui nomi sono visibili da questo link: http://pubblicazioneatti.comune.prato.it/pubblicazionebinj/servlet/RicercaDelibere?ente=001&tipoAtto=CC&parole&tipoRicerca&danumero=258&anumero=258&anno=2004&ordina&paroleTesto&tipoRicercaTesto&sort&delXPag=10&dadata&adata)

Parte1

Matteo Biffoni era presente, insieme agli altri consiglieri del suo partito che allora si chiamava D.S.

La delibera ha per oggetto le VARIANTI AL PIANO STRUTTURALE E AL REGOLAMENTO URBANISTICO CON CONTESTUALE APPROVAZIONE DI PIANO DI LOTTIZZAZIONE PER CENTRO MULTIFUNZIONALE IN LOCALITA’ S. GIUSTO – DETERMINAZIONI IN MERITO ALLE OSSERVAZIONI PERVENUTE E DEFINITIVA APPROVAZIONE.

Parte2

In pratica, Parco Prato era nominato “Centro Multifuzionale”. Definizione interessante. Centro Commerciale forse faceva troppo Kitch, chissà…

Oggi, a distanza di 10 anni, Matteo Biffoni accusa di cementificazione questa Giunta e sbandiera il “cemento O” come uno degli slogan più forti della sua campagna elettorale.  Peccato per lui che questa amministrazione abbia consumato solo l’1% di suolo mentre le precedenti (amministrate dagli altrettanto incoerenti compagni di Biffoni) ben il 5,8%.

Parte3

Tornando al 2004, dopo tanti discorsi, si arriva al voto. Chi voglia cliccare sul link sopra citato, alla fine del Documento leggerà che la Variante del “Parco Prato” (oggi la zona si chiama comunemente così) viene approvata con 12 contrari (anche Rifondazione Comunista!!!), 23 favorevoli e con un astenuto, Taiti, allora Nuovo P.S.I. e oggi in corsa con Biffoni.

Osservando gli schieramenti dell’epoca in consiglio comunale (18 DS, 3 Margherita, 1 Italia dei Valori, 1 Comunisti Italiani, 1 Nuovo PSI, 1 Sinistra per Prato, 1 Verdi, 4 A.N., 4 F.I. , 2 R.C.), è evidente che MATTEO BIFFONI HA APPROVATO LA VARIANTE PER COSTRUIRE PARCO PRATO, UN MOSTRO DI CEMENTO DI PROPORZIONI MAI VISTE A PRATO, ASSIEME ALL’ALLORA MARGHERITA, ALL’ITALIA DEI VALORI E AI COMUNISTI ITALIANI. E CHE IL CENTRODESTRA CERCO’ INUTILMENTE DI FERMARE QUELLO SCEMPIO.

Questa notizia però, il buon Biffoni ha visto bene di NON darla nell’attuale Campagna Elettorale. Anche perché fanno parte della sua coalizione alcuni dei protagonisti di allora, con lui corresponsabili: Donzella, Roti e anche Taiti, che se venisse eletto forse stavolta non avrebbe il coraggio nemmeno di astenersi.

Tale voto, che fa a pugni con la odierna crociata anti-cemento, può avere due spiegazioni:

Biffoni era convinto di approvare Parco Prato: in tal caso, è evidente che il problema non è il cemento, ma di chi è il cemento. Se è della Coop, va benissimo. E sarebbe una conferma che a Prato comandavano i forti poteri economici.

Biffoni ha votato per ordine di partito: se così fosse, come può adesso chiedere la fiducia dei pratesi su temi caldissimi come, per esempio, l’aeroporto o la città metropolitiana, dove subisce “amicizie” pesanti con Renzi e altri colleghi di partito come Rossi che stanno al vertice piramidale?

Se ubbidì allora, a capo chino per un’opera del genere, è molto probabile che lo farà anche da Sindaco. E chissà a cosa altro. Come molti paventano, rischieremmo di essere completamente radiocomandati da Firenze.

Questo è quanto dovevamo ai pratesi, per sottolineare quanto il candidato Matteo Biffoni o è un burattino di partito o mente spudoratamente sapendo di mentire quando parla di Cemento Zero o peggio ancora, ha una memoria talmente corta e confusionaria che mal si addice a un amministratore pubblico.

Quel Natale fu pessimo per Prato, ma ottimo per qualche cooperativa…

 

Per i Santommasi, siamo in possesso dell’omissis di pagina 6, in cui è riportato il dettaglio della votazione:

Pagina6

Il PDF di pagina 6 lo trovate qui: votazioneDCC258.

 

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