Archivio degli articoli con tag: cenni

facebook_1422033568930Stavo leggendo, come mi capita di solito dopo cena, e l’occhio mi si è posato su una news distrattamente vista sull’apposita applicazione: “il Consiglio di Stato ha chiuso la guerra del gas dando ragione al Comune di Prato“.
Mi sono messo a sorridere non tanto per la notizia in sé, ma per il destino che il più delle volte è cinico e beffardo; perché paradossalmente questa grande vittoria per il comune di Prato si trasforma automaticamente in una sconfitta per gli attuali amministratori che a suo tempo, come burattini di pezza privi di autonomia propria, fecero di tutto per contrastare la gara preferendo il persistere delo status quo che vedeva Consiag/Estra monopolista assoluto e incontrastato. Pian piano però, la mia gaiezza si è trasformata in riso amaro ripensando al connubio tra il potere economico della grande partecipata e la sinistra che ha amministrato la città in tutti questi anni. Erano e sono complici e correi, esecutori zelanti e criminali mandatari che fingono di credere alla bontà del loro operato e che stavano e ancora stanno contrastando quell’incidente di percorso voluto dall’allora sindaco Cenni.
Rido amaramente ripensando che ancora il sindaco Biffoni non ha rilasciato nessuna dichiarazione preferendo tweettare futili cose dal proprio smartphone, e ancor più rido amaro quando ripenso che proprio lui, semplice consigliere comunale d’opposizione ma prezzolato da Consiag, fece ricorso al Tar contro la la scelta di mettere a gara il servizio di fornitura del gas. Proprio lui che qualche mese fa, da sindaco, ebbe a dichiarare a proposito del mancato ricorso al Tar sull’ampliamento di Peretola, che avrebbe significato “una sconfitta politica”. Leggi il seguito di questo post »

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stracci2Malaparte diceva “tutta a Prato, e tutta in stracci, va a finire la storia d’Italia”; ed è proprio in un’epoca dove letteralmente “volano gli stracci” anche a Prato come nel resto d’Italia, che abbiamo sentito il botto enorme del Movimento 5 Stelle. Varrebbe la pena di chiedersi seriamente come mai il sia divenuto in poco tempo il primo partito italiano, partendo da un 4% e comunque da un’apparente marginalità sulla scena politica. Certo, potremmo agitare concetti vuoti come protesta e populismo, che potrebbero spiegare; ma andrebbero a loro volta spiegati. La realtà è un’altra: hanno perso i partiti tradizionali perché si sono scollati dalla realtà quotidiana e dai bisogni della popolazione.

Per alcuni, e forse a ragione, il movimento 5 Stelle risulta alquanto eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo argomenti “facili” sui quali convergere. Leggi il seguito di questo post »

533747_598978653451493_688253852_n Sopportare questa sinistra invereconda incapace di gestione interna però capacissima di attacchi gratuiti sul piano personale richiede ormai il massimo grado delle virtù teologali e cardinali. Anzi capacità soprannaturali, se uno ripensa a tutti gli scandali avvenuti nella nostra regione. E tuttavia ogni tanto c’è qualcuno che riesce nel miracolo supremo di parlare ancora con vecchia logica da prima repubblica, a mostrare che dopo tutto c’è anche molto di peggio: Viaggio nella Luna di Georges Méliès è uno scherzo al confronto.
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gioco-di-logica-e-ragionamento-cervello-umano L’uomo è un’istituzione che ha contro di sé il tempo, la necessità, la fortuna e l’imbecille e sempre crescente supremazia del numero (Marguerite Yourcenar). Non è necessario spiegare questo aforisma, se qualcuno ha letto e magari dato importanza al recente sondaggio del Sole 24 ore. Chi usa correttamente la ragione dovrebbe sempre cercare di sottrarsi alla scorciatoia fredda e molto abusata dei numeri e delle cifre, prediligendo la completezza d’informazione e il sapere dialettico che coniughi forma e contenuto. Tra i molti effetti perversi e tossici di questo sudoku di sondaggi contemporanei c’è l’obbligo di mettere a confronto le vesti dei pagliacci e la grisaglia, i pubblicani e i farisei, costringendo ad una scelta: calarsi nell’arena dei numeri cardinali o rimanere equidistanti da certe tentazioni? Meglio sarebbe lasciare che sia la cittadinanza di Prato a giudicare cosa sia stato fatto realmente e cosa ci sia stato di veramente fallace nelle precedenti scelte amministrative dei tempi che furono. I veri pratesi, quelli “pratici” e scevri di ideologia politica da paese dei balocchi, non sono certo degli ingenui. Leggi il seguito di questo post »

La Stanza di Antonella
di Antonella Sarno.

 

A saperle leggere, le vicende di questi ultimi mesi appaiono come quegli inutili romanzi gialli nei quali fin dalle prime pagine risulta chiaro chi è l’assassino. Prevedibili anche nei colpi di scena, non hanno bisogno di ardue tessiture letterarie perché il delitto risulta comunque scontato, patetico e risibile, e non ti invita ad andare oltre. Una vera noia anche per gli amanti del genere.Detto ciò, non poteva succedere che un cambiamento di tale misura , avvenuto in un mondo oscuro fatto di regole datate e ferree, fosse indolore e magari passasse anche con l’onore delle armi. Tutti i regimi infatti hanno radici lontane, e per garantirsi longevità affondano le barbe in un comune limo, putrido ma ricco di nutrimento, capace di alimentare le collusioni , agevolare le situazioni, garantire la sopravvivenza anche nei casi più avversi. Nella attesa certa di albe migliori. Leggi il seguito di questo post »

A ben guardare le posizioni e le ideologie attuali delle forze politiche, economiche e sindacali sul nostro territorio pratese mostrano una variegata massa di nanerottoli dall’intelletto di basso livello e dalla scarsa lungimiranza. Ma più che bonari “Hobbit” di Tolkien sembrano “Lutin” di Émile Littré, un filologo francese, ovvero demonietti maliziosi e cattivi che tormentano gli uomini con tiri birboni e nonsense paradossali. Difatti in questi ultimi tempi abbiamo avuto ben tre eventi che hanno tenuto banco per il loro forte impatto sui cittadini e le istituzioni: l’addizionale IMU, il caso Consiag e l’annessione alla Città Metropolitana. Leggi il seguito di questo post »

Questo lunedì voglio leggere cosa c’è di nuovo nelle notizie dopo il Settembre Pratese, le vicende sulla Sasch e le varie comedie humaine pratesi che hanno sempre e comunque un unico obiettivo: il sindaco Roberto Cenni. Però invece di focalizzare l’attenzione sulle singole questioni, mi soffermo sul quel filo continuo, quella linea di fuoco a volte sommaria a volte sommessa di talune testate giornalistiche e di taluni giornalisti, che ci vogliono propinare un certo tipo di verità assoluta. La verità assoluta però non esiste e non può essere raggiunta da nessun essere umano e quindi, specie nel caso dei giornalisti, bisognerebbe auto-imporsi il concetto di obiettività invece che palesi omissioni meschine.
Scrivendo dell’evento di «Visionaria» e di tutte le manifestazioni legate al Settembre Pratese prima, e la precisione cronometrica nel raccontare le vicende Sasch con la relazione di parte della sentenza stampate a caratteli cubitali dopo, si evince un modo di fare giornalismo corrotto da un vizio di fondo, che riconduce sempre notizie a senso unico. Leggi il seguito di questo post »

La Stanza di Antonella   di Antonella Sarno

Ci sono parole che arrivano meglio dai giornali, si ammantano di autorità, il tono può diventare aulico e assumere addirittura le sembianze della verità assoluta. La carta stampata da sempre certifica le esternazioni e, come se fosse un organismo di assicurazione qualità, fa di ogni frase un imperativo categorico. Leggi il seguito di questo post »

Esistono persone di una certa classe politica che si muovono come su una scacchiera e ancora a quasi tre anni dalla sconfitta alle amministrative comunali di Prato, vivono in un incubo ricorrente. L’incubo ricorrente è rappresentato come spauracchio dal quel Roberto Cenni che il 22 giugno del 2009 ha turbato le notti (e i giorni) di certi personaggi avvezzi a stare adagiati su triclini dorati a gustarsi i prelibati frutti delle partecipate cittadine. Novelli neroniani che suonavano la lira (le lire..le nostre!) mentre intorno tutto bruciava in un contesto di nequizia e superbia e che adesso si sono ritrovati ai margini della scena alienati e consumati da quelle stesse fiamme che loro stessi avevano scelleratamente prodotto. E da essere stati vampiri, adesso si ritrovano zombie che senza volontà si trascinano senza una mèta, senza un obiettivo e senza un progetto nuovo. Un girovagare su se stessi come sincopatici che neppure una nuova legge Basaglia potrebbe fermare.

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