Archivio degli articoli con tag: la nostra città

A ben guardare le posizioni e le ideologie attuali delle forze politiche, economiche e sindacali sul nostro territorio pratese mostrano una variegata massa di nanerottoli dall’intelletto di basso livello e dalla scarsa lungimiranza. Ma più che bonari “Hobbit” di Tolkien sembrano “Lutin” di Émile Littré, un filologo francese, ovvero demonietti maliziosi e cattivi che tormentano gli uomini con tiri birboni e nonsense paradossali. Difatti in questi ultimi tempi abbiamo avuto ben tre eventi che hanno tenuto banco per il loro forte impatto sui cittadini e le istituzioni: l’addizionale IMU, il caso Consiag e l’annessione alla Città Metropolitana. Leggi il seguito di questo post »

E’ diventata famosa questa frase, che papa Pio VII rivolse a un prepotente generale napoleonico che gli intimava di consegnare all’Impero i territori pontifici. Una strana similitudine si ripresenta oggi con il progettato accorpamento di Prato nella futura Città Metropolitana di Firenze. Eh si, siamo diventati metropolitani! Ma mentre tutta la cittadinanza si indigna, ecco all’improvviso che certe maschere da teatro greco cadono per mostrare il vero volto degli attori di questa ignominiosa commedia recitata dalla sinistra nostrale, che non sa imporsi e affrancarsi da quella matrigna onnipotente della segreteria regionale, autrice di mail e suggerimenti coercitivi. Leggi il seguito di questo post »

La notizia è risuonata come la deflagrazione di una bomba: Edoardo Nesi si è dimesso dall’assessorato della cultura della provincia di Prato. Ho un’amicizia sentita e un’immensa stima di Edoardo per come sa descrivere meravigliosamente le miserie umane pratesi e per quel suo leggere e capire i grandi autori contemporanei pur rimanendo il ragazzo di sempre, pronto a uscire dal corteo del Corteggio storico per salutarmi calorosamente e scambiare due chiacchiere. Lo ammiro per aver saputo elevarsi e realizzarsi nel suo sogno pur rimanendo sempre ben ancorato al territorio e alla nostra Prato, e mi lasciò sconcertato la sua decisione di entrare in quel gioco di matrioske clientelari che può diventare la politica oggi. Non ero contento della sua scelta, se non altro perché rischiava di ritrovarsi catapultato nell’archetipo mitologico di Crono che divora i suoi figli. Leggi il seguito di questo post »

Riceviamo e con piacere pubblichiamo

La sensazione che scaturisce dal leggere il titolo che ” Il Tirreno” dedica alla straordinaria giornata vissuta ieri al CSN (” Un tempo pitoni e canguri, ora tanti conigli nani”) è di comicità. Dovrei essere amareggiata, ma con mio enorme stupore non ci riesco: troppa la soddisfazione vissuta poche ore fa, e troppo prevedibile l’attacco dei soliti noti che con ogni mezzo tentano invano di sminuire il lavoro straordinario che ha coinvolto tantissime persone.

Perché parlare del nuovo riassetto del parco, perché parlare delle centinaia di visitatori che ieri hanno affollato il CSN come non si vedeva da anni? Perché parlare del nuovo percorso nel parco mai visto prima dai pratesi seppure appartenesse a loro? Perché parlare delle emozioni che oltre 500 persone hanno vissuto ascoltando la straordinaria rappresentazione di “Cavalleria Rusticana” a cura della Corale Verdi, altra eccellenza di Prato, e della magnifica orchestra ” Nuova Europa” con elementi di spicco nel panorama operistico nazionale, oltretutto in uno scenario naturale assolutamente unico? Perché parlare poi del nuovo progetto presentato che rilancerebbe il centro e la città intera in un’ottica di sviluppo sostenibile che punta sulla valorizzazione dei parchi cittadini…. già, perché??!!! Leggi il seguito di questo post »

Archonymus

Archonymus

I luoghi e le architetture capaci di essere apprezzati e quindi di “appartenere” alle persone sono barriere contro la “barbarie urbana” e sono capaci di trasformare una città ed i suoi abitanti.
Questo dovrebbe essere il vero interrogativo che tutti ci dovremmo porre.
Saremo in grado per il futuro di riuscire a creare queste “barriere”?
La città deve restituire ai suoi abitanti il gusto di viverla e per fare ciò è necessario dare forza a quello “straordinario” che ogni città possiede affinché possa venire fuori e risorgere.

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