Archivio degli articoli con tag: Ospedale vecchio

monattiOgni volta che sento dire “questo ospedale è una strutture che rappresenta quanto di meglio c’è nel mondo in tema di assistenza ospedaliera. Un grande investimento sanitario di questo Paese”, mi immagino come quelle quattro scimmiette che con le mani si tappano la bocca, gli occhi, gli orecchi e l’ultima che si tocca i coglioni.

Lo so, le scimmiette canoniche erano tre; ma ho preferito aggiungere l’ultima parlando del nuovo ospedale solo per il fatto che è stato concepito con circa 200 posti in meno, e per scaramanzia viene naturale sperare di essere sempre in buona salute. Nessuno sottovaluta le robotiche interne della nuova struttura e l’assistenza meccanizzata presente, che sembra pensata più per un fantascientifico film di Kubrick che per un centro di cura e assistenza sanitaria, ma al di la della tecnologia imperante gestita da microprocessori, quello che alla persona comune più interessa è l’umana assistenza del medico e dei sanitari con cui poter dialogare, e che queste figure professionali siano presenti sia nella fase acuta che nella fase successiva alla degenza che non avverrà più nel nosocomio ma in strutture assistite. Leggi il seguito di questo post »

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tagli-sanitàIl governo della regione Toscana inneggia alla fatua e banale modernità di un ospedale costruito con i nostri soldi, comportandosi come un medico di Moliere che applica sanguisughe accompagnandole di dotte citazioni nella speranza che sortiscano effetti terapeutici. Noi semplici cittadini naturalmente non capiamo nulla, sentendoci di volta in volta più smarriti, più deboli e prostrati, senza riuscire a capire dove i luminari risolutori vogliano andare a parare. Così, con una serie di complicità sovrapposte, il governatore, il direttore generale, la  giunta e quant’altri, si apprestano a inaugurare a Prato un nuovo ospedale sottodimensionato facendolo passare, a parole, come se  fosse un provvedimento più che saggio, anzi auspicabile. Se non altro non si può dire che manchi loro il genio del raggiro e la tecnica del truffatore. Leggi il seguito di questo post »

 Si chiamava Silvio Pugi quel simpatico ometto di quella Prato laboriosa e scanzonata raffigurata in sporadiche foto ricordo sbiadite dal tempo. Il Pugi è rimasto un’icona nella nostra storia cittadina e resta nel ricordo collettivo di quelli un po’ in là con gli anta mentre girava con il suo barroccino alla ricerca di carta e cartoni da vendere per sbarcare il lunario, o carico di qualche manufatto da trasportare “conto terzi”. I più vecchi ricorderanno anche quando si improvvisava onorevole, e salito magari sui gradini della Cattedrale come su un improvvisato pulpito e sotto lo sguardo benevolo dei cherubini del Donatello, comiziava sui più disparati argomenti radunando sempre una piccola folla di curiosi divertiti dalle sue arringhe e dal suo istrionismo ruspante e vero. Ricordi di una Prato in bianco e nero tessuta in grana grossa e piena zeppa di questi personaggi un po’ strambi ma pieni di umanità e orgoglio. Leggi il seguito di questo post »

Archonymus

Archonymus

di Archonymus

Nell’opinione pubblica, così come nella politica, spesso si incontrano diverse scuole di pensiero. Due di queste sono caratterizzate dal “fare” e dal “non fare”.Infatti c’è chi si cimenta in sfide anche ardue e alcune volte riesce a vincerle, grazie alle proprie capacità ed alla propria apertura verso le critiche, benevole o no, purché siano costruttive.Ma c’è anche chi, per partito preso e vittima del debole pensiero del no a prescindere, preferisce non fare, certo in questo caso di non sbagliare e di non subire critiche sul suo operato. Leggi il seguito di questo post »

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